Il Tirreno

«Il patto territoriale smembra l’ospedale di Pontremoli»

«Il patto territoriale smembra l’ospedale di Pontremoli»

Duro attacco dell’amministrazione Baracchini all’Asl alla Regione, al Pd e ai sindaci che hanno firmato l’atto

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PONTREMOLI. «Patto Territoriale: una farsa finalizzata a smembrare l'ospedale zonale della Lunigiana a Pontremoli, avallata da molti sindaci»: così la pensa l’amministrazione comunale di Pontremoli che accusa l’Asl e la Regione («cioè il Pd: Rossi, Marroni, De Lauretis e quanti altri»). «Devono smetterla di fare politica giocando sulla pelle dei cittadini che vivono in realtà decentrate e montane. Devono smetterla soprattutto quando si parla di programmare servizi e strutture sanitarie e sociali. La farsa del "patto territoriale" è l'ultima prova della chiara volontà, ormai datata, di procedere al progressivo smembramento - finalizzato evidentemente alla dissoluzione - degli stabilimenti ospedalieri della Lunigiana».

L’amministrazione pontremolese rileva che il «Presidente Rossi si dichiara contrario alla chiusura dei piccoli presidi! Insomma, si prosegue ininterrottamente la politica dei tagli, con disagi ogni giorno più insopportabili per la gente, e, allo stesso momento», sostiene l’amministrazione Baracchini, vengono fatti «proclami del tutto privi di reale volontà realizzativa. Lo hanno chiamato "Patto territoriale per la rete dei piccoli ospedali della Lunigiana con integrazione ai servizi socio-sanitari del territorio". Una denominazione impegnativa per un documento di prospettiva che doveva raccogliere il consenso dei territori. Sembrava quasi una cosa seria», ma secondo l’amministrazione pontremolese sarebbe finalizzato «a determinare l'ennesima privazione di servizi e di risposte alla domanda, anzi al diritto, di salute, di ciascuno di noi. Per l'ospedale a Pontremoli, in particolare, questa strabiliante novità programmatica determinerebbe di fatto: la prospettiva imminente di un declassamento organizzativo del reparto di rianimazione; l'impossibilità che sia restituita quell'unità infermieristica in più di cui necessita il pronto soccorso; l'impossibilità che sia restituito (dopo la gravissima soppressione del reparto di ostetricia) almeno un percorso nascite che consenta di seguire la puerpera presso gli ospedali lunigianesi fino alla soglia del parto; l'impossibilità di poter svolgere esami completi attraverso risonanza magnetica; l'impossibilità di poter utilizzare appieno la piazzola dell'elisoccorso per la quale tanto si è lottato in passato e tanto si è speso in termini economici affinché fosse realizzata a ridosso dell'Ospedale; il depotenziamento ulteriore del laboratorio analisi; l'impossibilità di organizzare una chirurgia programmata alla mammella». Critiche al fatto che non si parli della reintroduzione del personale infermieristico notturno nel Punto Emergenza Territoriale di Aulla. L'amministrazione comunale di Pontremoli considera «irricevibile» il documento e attacca i sindaci lunigianesi che lo hanno firmato.

«Se Rossi vuole davvero salvare i piccoli ospedali deve imporre strategie diverse a Marroni e De Lauretis».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web