Il Tirreno

il congresso provinciale al castello di terrarossa

«Contro il rigore e le speculazioni»

Prc: «No alle larghe intese, pronti a confronti programmatici»

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TERRAROSSA. Si è svolto al Castello di Terrarossa il IX Congresso della Federazione di Massa-Carrara del Partito della Rifondazione Comunista. Ai lavori del congresso hanno partecipato 56 delegati eletti nei 15 congressi di circolo svolti in tutta la provincia. Assieme a rappresentanti di realtà sindacali (Cgil e Cobas), politiche (Italia dei Valori, Psi, Pcl) e sociali (Arci, Archivi della Resistenza, Anpi), ha portato il proprio saluto di benvenuto, all'apertura dei lavori, il sindaco di Licciana Nardi, Enzo Manenti. Il tema al centro del dibattito congressuale - si sottolinea in una nota - «la domanda di fondo a cui da questo appuntamento cruciale per la vita del Prc deve arrivare una risposta chiara, riguarda, come richiamato nella relazione introduttiva dal segretario provinciale uscente, Pier Paolo Marchi, l'attualità del progetto della Rifondazione Comunista, ossia della sfida dell'elaborazione di un pensiero alternativo al capitalismo, in grado di confliggere con esso, con le sue attuali forme di sfruttamento e di dominio, in una fase segnata dai caratteri più regressivi, in termini di civiltà, del sistema economico imperante su scala mondiale nella sua veste più spietata, il neo liberismo». «Alla luce delle contraddizioni globali esistenti, muovendo dall'analisi della crisi della sinistra, che è interna alla crisi del movimento operaio, si è ribadita la necessità della rifondazione di una teoria e di una pratica dei comunisti del XXI secolo, che fa sì i conti con gli errori della propria storia, passata e recente, ma “butta solo l'acqua sporca, avendo cura del bambino!” Il Prc, pur senza rinunciare, sui livelli locali, così come accade a Massa-Carrara, a un confronto sui programmi e all'alleanza, laddove vi siano le condizioni per un avanzamento, si pone con nettezza contro i governi di larghe intese e su una linea alternativa al centro sinistra a livello nazionale ed europeo. Da qui la proposta della costruzione di un movimento di massa, politico e sociale, in grado di opporsi con forza alle politiche del rigore e di austerità, riconoscendo le vere cause della crisi attuale, che non stanno nel debito pubblico, ma nel debito privato e nella speculazione finanziaria».

Il Congresso si è concluso con l'approvazione di un documento politico largamente condiviso e con l'elezione all'unanimità degli organismi dirigenti provinciali. Sono stati eletti delegati al Congresso Nazionale: Paolo Zammori, Massimo Menconi, Mario Del Moretto, Maria Grazia de Sanctis e Christian Orsini. L'elezione del segretario provinciale è stata demandata al Comitato Federale: è stato eletto all’unanimità Giulio Marchi, operaio di Nca.

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