Il dolore
Prese le case di Bankitalia La rivolta degli sfrattati
Una cinquantina di persone hanno fatto irruzione nello stabile di via Garibaldi Per ora si sono insediate tre famiglie, ma ne stanno arrivando già altre due
MASSA. Una cinquantina di persone si sono presentate ieri mattina in piazza Garibaldi. A capeggiare il gruppo i ragazzi della Casa Rossa. In pochi minuti hanno centrato l’obiettivo che si erano prefissi: occupare la palazzina di proprietà della Banca d’Italia. E di risolvere così alcune emergenze abitative che si trascinano da mesi. Sono venti appartamenti di ampia metratura, per ora però si sono insediate tre famiglie che provenivano da una struttura privata per conto del Comune di Montignoso. Ma durante il presidio, che si è svolto lungo tutta la giornata sotto gli occhi delle forze dell’ordine (Digos in testa), altri due nuclei hanno avanzato la loro candidatura e a portare, come gli altri, sacco a pelo e generi di conforto.
Anche il sindaco di Massa Alessandro Volpi si è recato in piazza Garibaldi per capire quali erano i margini di manovra per porre fine alla protesta. Non ne ha trovati, però, nonostante abbia garantito agli occupy di dare vita a una sorta di contrattazione con la proprietà dello stabile, che è appunto la Banca d’Italia. Volpi ha anche il problema di Villa Serena che sarà sgomberata al più presto, ma l’amministrazione ha già trovato un’alternativa per la ventina di persone che sono ospiti a spese della collettività. Appena c’è la certezza verrà evacuato l’albergo danneggiato da un incendio causato dallo scoppio di un fornelletto da campeggio.
La Casa Rossa per spiegare i motivi dell’occupazione si affida a un comunicato: «Donne, uomini e famiglie si sono legittimamente riappropriati della loro dignità e del loro diritto all’ abitare. Con decisione e coraggio, guidati anche dalla disperazione e dall’ ormai totale sfiducia nei percorsi istituzionali, hanno riaperto la porta della parte abitativa dell’ edificio della Banca d’ Italia. La scelta di occupare parte del palazzo non è assolutamente casuale poiché lo riteniamo uno dei simboli del capitalismo italiano ed individuiamo nel sistema bancario uno dei responsabili della crisi». La protesta continuerà anche nei prossimi giorni.
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