Il Tirreno

Via le slot machine, meno Tares I titolari dei bar: «No grazie»

Cristiano Borghini
Via le slot machine, meno Tares I titolari dei bar: «No grazie»

VILLAFRANCA. I gestori dei bar che posseggono nei locali slot machine rispondono con un garbato “grazie, ma no” alla campagna del Comune che ha previsto un ulteriore decurtamento del 25% sulla Tares...

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VILLAFRANCA. I gestori dei bar che posseggono nei locali slot machine rispondono con un garbato “grazie, ma no” alla campagna del Comune che ha previsto un ulteriore decurtamento del 25% sulla Tares (c’è già il taglio dal 20 al 30% su tutte le attività commerciali), se un commerciante decide di bandire dal proprio locale le “macchinette mangiasoldi”. «Aderirò a questa campagna – afferma Giuseppina Spinetti del New Bar - lanciata dall’amministrazione solamente se altri colleghi lo faranno. Non posso perdere clientela per una decurtazione una tantum».

«Un esercizio commerciale – ci dice Alessandro Fringerio del Bar Nello – come il nostro paga tantissimo in termini di tassazione. La Tares è quintuplicata rispetto alle precedenti tasse. Io non toglierò le macchinette. Ma perché non utilizzare la possibilità che si ha di decurtare questa tassa, (con la stessa percentuale che viene proposta a noi), a tutta la cittadinanza? Questa sarebbe una cosa più equa e giusta». Le slot machine costituiscono un incasso per i bar ma in alcuni esercizi incide di più e in altri meno. «Io sino ad ora non ho mai avuto problemi con le slot –racconta Matteo Cinquanta del Gran Bar – ho sempre lavorato con gente seria.

Noto che le persone, un po’ anche per via della crisi, giocano meno. Rimangono gli abitudinari, ma vedo sempre meno persone che le usano. Di certo non rinuncio ad una fonte di guadagno che mi serve per mantenere in piedi l’attività. Ogni singola entrata fa bilancio, attendo di ricevere la cartella Tares per capire quanto dovrò pagare. Solo allora potrò decidere in merito alla proposta del Comune. In caso di tassazione non elevatissima potrei anche decidere di non avvalermi di questo bonus, pagando la Tares senza sconto, lasciando le slot».

Della stessa idea anche i gestori del Bar Madonna che nella Selva di Filetto: «E’ una buona iniziativa quella che viene lanciata dal Comune ma non possiamo ancora esprimerci su questo argomento. Il peso, dal punto di vista economico, di questa tassa lo dobbiamo ancora scoprire. Nel momento in cui avremo più certezze terremo in considerazione l’argomento». Quello che si percepisce è una sorta di diffidenza nei confronti di questo sconto. Non si sa se questo possa essere reiterato più di una volta oppure se è una formula una tantum che, detta in termini finanziari, porterebbe vantaggi solo nel breve termine, rinunciando a quelli che sono guadagni nel lungo periodo. Ma il problema che ha voluto affrontare l’amministrazione, del rischio di rimanere vittime delle macchinette mangia soldi, si è acutizzato in un periodo di crisi come questo, rientrando appieno nella categoria di quei fenomeni che destano profonda preoccupazione.

 

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