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«Sì alla potatura, però salviamo i rami più grandi»

«Sì alla potatura, però salviamo i rami più grandi»

MASSA. La questione è degna di esperti botanici. “Capitozzatura o potatura?” è questo il problema. Il dato di fatto è che il Comune, dopo anni, ha provveduto a potare (secondo alcuni capitozzare)...

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MASSA. La questione è degna di esperti botanici. “Capitozzatura o potatura?” è questo il problema. Il dato di fatto è che il Comune, dopo anni, ha provveduto a potare (secondo alcuni capitozzare) numerosi tigli in quel di Marina. I residenti, in particolare lungo via Ferrari, esultano: gli alberi - riferiscono - sporcavano, danneggiavano automobili, occludevano tombini e canalette di scolo con foglie e rami e - aspetto non secondario - con le folte chiome, offrivano un ottimo riparo ai topi che arrampicandosi raggiungevano persino le case.

La vede in tutt’altro modo Bruno Giampaoli, presidente dell’associazione ambientalista Italia Nostra. Secondo lui il Comune non ha eseguito una potatura - tecnica botanica “sana” - avrebbe invece capitozzato con il taglio netto di grossi rami, anche all’altezza dell’innesto sul tronco: «Quella tecnica botanica - spiega l’ambientalista - è vietata dal regolamento comunale in materia». Poi Giampaoli entra nel tecnico e chiarisce che «la capitozzatura e il taglio di grossi rami, come riconosciuto dall’agronomo De Luca, offre a batteri e funghi la possibilità di penetrare negli alberi e se le piante al loro interno non riescono ad opporre le naturali barriere di difesa, si instaurano processi patologici che generalmente evolvono in carie del legno». Insomma - questa la sua idea - ben venga la potatura, ma no al taglio netto dei rami più grandi.

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