Il dolore
Rapina con ostaggi: condannati
Sette anni a testa a due pregiudicati autori del colpo alla Cassa di risparmio
MASSA. Condannati a sette anni ciascuno altri due rapinatori componenti della banda che nel giugno del 2012 aveva svaligiato una banca a Marina di Massa seminando il terrore. Erano entrati nella filiale della Cassa di risparmio di Carrara di via Pisa e, taglierini in mano, avevano intimato ai dipendenti di non muoversi e di consegnare tutti i soldi. Avevano legato una quindicina di persone (c'erano anche dei clienti) e poi costretto un impiegato a raccogliere tutte le banconote che erano nelle casse. Ventimila euro, circa. Erano scappati a tutta velocità su un'auto, una Punto grigia, in direzione La Spezia. Non sapevano però che quella vettura era stata messa sotto controllo dalla polizia perché risultata rubata e quindi erano stati trovati gli agenti alle costole fin da subito. Per alcuni di loro - tre - la fuga era durata qualche chilometro, ma è terminata alle porte di Sarzana, dove le forze dell’ordine erano appostate per bloccarli. Alle 17 era tutto terminato. Un quarto uomo fu preso il giorno dopo. I quattro - Carlo Cardella, Davide Lo Iacono, Giuseppe Vitale e Giuseppe Gambino - sono stati condannati per rito abbreviato talmente era evidente la loro partecipazione al colpo.
La squadra mobile, diretta da Antonio Dulvi Corcione, e il sostituto procuratore Alessandra Conforti però su quella rapina avevano più di un sospetto che la banda fosse decisamente più corposa e hanno cominciato a scandagliare i video. E grazie alle intercettazioni raccolte dalla questura di Verbania - dove la banda aveva effettuato altre rapine - si sono concentrati su due pregiudicati: Gioacchino Cardella e Ignazio Gambino, parenti di altri due componenti dell’organizzazione. I due siciliani hanno sempre negato di essere venuti a Marina di Massa quel giorno, ma è stato il pm Conforti a dimostrare la loro presenza nella filiale, mostrando in aula il video del colpo: le immagini sono chiare. E fanno vedere Gioacchino Cardella e Ignazio Gambino in azione. Quel video è stato confrontato con altri ed è stato impossibile per i legali degli imputati continuare a perorare la loro innocenza. E il collegio presieduto da Giovanni Sgambati ha deciso di infliggere sette anni di pena ciascuno, visto che i due non hanno chiesto riti alternativi e quindi non avevano diritto a sconti di pena.
«Abbiamo avuto paura - ha raccontato un'impiegata agli agenti prima e ai giudici poi -. Avevano le armi e ce le puntavano contro. Non abbiamo fatto resistenza e loro non hanno usato violenza, ma eravamo terrorizzati. Poi un nostro collega gli ha consegnato i soldi e loro se ne sono andati».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
