Il Tirreno

Obiettivo Igp per l’olio apuo lunigianese d’oliva

Obiettivo Igp per l’olio apuo lunigianese d’oliva

Il presidente della commissione agricoltura della Regione: si punta sulla qualità, sul brand Toscana, su una sede per le procedure di certificazione

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FIVIZZANO. Un olio d’oliva di qualità apuo-lunigiense, che diventi uno dei protagonisti del brand Toscana. E’ questo l’obiettivo del convegno svoltosi alla Camera di commercio, a Carrara, in collaborazione con Coldiretti. Si è parlato del progetto per la valorizzazione della filiera olivicola apuo-lunigianese e sono stati presentati i risultati delle analisi chimico sensoriali dei campioni di olio, a cura di Alberto Tessa, capo panel (cioè a capo di una commissione di assaggiatori).

Dopo l’intervento di Vincenzo Tongiani presidente provinciale di Coldiretti e membro della giunta camerale, le conclusioni sono state affidate a Loris Rossetti presidente della commissione agricoltura della Regione Toscana. «E’ stato detto che l’olio che viene prodotto in territorio apuolunigianese, secondo le analisi organolettiche, contiene valori elevati di polifenoli, che sono considerati antiossidanti, nutrizionali e sotto alcuni aspetti curativi». I polifenoli secondo studi, conferiscono all’olio stabilità, qualità nutrizionali e salutistiche oltre che peculiarità sensoriali. Sono una vasta classe di composti ciascuno con le proprie specificità.

Per poter certificare l’olio extravergine locale e ottenere l’Igp, o Igt (cioè come minimo l’identificazione geografica protetta o tipica del prodotto), come spiega Rossetti «occorre un ambiente, una sede riconosciuta, per effettuare i procedimenti secondo i parametri di legge. Io mi impegno affinché la Regione dia una mano in questo senso. La Regione punta molto alla valorizzazione del nostro olio come risorsa alimentare. Ma occorre puntare su una qualità altissima: lo svantaggio è che non abbiamo sull’olio identificazioni storiche come il vino del Chianti, di Montalcino, di Bolgheri, perciò bisogna spingere nella ricerca della qualità e della certificazione Igp. Infatti, oggigiorno, per le produzioni che contano non basta più la semplice etichetta: le etichette secondo le norme europee dovranno indicare le caratteristiche organolettiche del prodotto, ecco perché nel Piano di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020 il progetto sull’olio può avere un posto in primo piano, come immagine e rilancio per tutta la Toscana». Ma secondo Rossetti, non basta solo l’attenzione della Regione, ma «occorre che le imprese produttrici facciano rete, sviluppino la filiera, che dà maggiori opportunità di ottenere finanziamenti nel Psr. L’obiettivo è non perdere la caratteristica del Brand Toscana come valore aggiunto. Il mercato cerca la qualità, la certificazione, e la sinergia fra aziende». A questo proposito Rossetti ritiene che invece di disperdere la promozione delle singole produzioni in tante esposizioni, sarebbe meglio creare una grande expo, «una mostra provinciale dell’olio apuo lunigianese per lanciare il nostro prodotto. Mi adopererò come presidente della commissione agricoltura affinché la Regione possa mettere a disposizione gli strumenti necessari per questa valorizzazione».(c.car.)

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