Sicurezza
La stangata può attendere: la Tares scade a gennaio
I bollettini per la tassa sui rifiuti saranno inviati dalla prossima settimana Aumenti pesanti per pizzerie e negozi, più contenuti per le abitazioni
MONTIGNOSO. Mentre gli altri comuni della provincia sono in subbuglio per il recapito a casa dei contribuenti dei bollettini della Tares, la nuova tassa sui rifiuti che sostituisce la vecchia Tarsu, a Montignoso tutto tace. E sì, perché nel territorio di conguagli ancora nemmeno l’ombra. Un po’ per cause forza maggiore – gli uffici non hanno avuto il tempo materiale di prepararle visto i tempi stringenti- e un po’ per volontà della stessa amministrazione, che in pratica se l’è voluta prendere con calma per non inondare i cittadini di tasse proprio sotto il periodo natalizio e a pochi mesi, soprattutto, dall’ultimo bollettino per l’immondizia. L’ultima delle tre rate è infatti arrivata il 31 ottobre e i conguagli saranno spediti quindi a partire dalla prossima settimana con scadenza del pagamento il 16 gennaio 2014.
Nessuna fretta quindi nel comune montignosino nel pagare la quota fissa di 0,30 centesimi (da moltiplicare per il numero di metri dell’immobile) che è da destinare allo Stato. Per quella nei comuni limitrofi, come a Massa, è iniziata una corsa contro il tempo, visto che la data di scadenza – per alcuni improrogabile – sarebbe il 16 dicembre, ossia lunedì. Ma appunto a Montignoso non c’è fretta perché – spiega l’assessore al bilancio Raffaello Gianfranceschi –dipende tutto dall’interpretazione della norma nazionale. “In altre parole – spiega l’assessore – la norma dice che bisogna pagare quella tassa entro il 16 dicembre, ma che non è possibile sanzionare se il cittadino non paga entro quella suddetta data. Né sanzionare né aumentare l’importo. Quindi il contribuente montignosino se vuole, può calcolarsi da solo l’importo fisso e pagarlo attraverso modulo F24, altrimenti aspetta che arrivino i bollettini dalla nostra agenzia di riscossioni e lo paga entro, a quel punto, il 16 gennaio. Noi assicuriamo che non arriverà nessuna multa”. Si respira un'altra aria quindi a Montignoso anche se è chiaro che prima o poi questa tassa anche qui andrà pagata.
Una tassa che, ricordiamo, penalizza soprattutto certe categorie imprenditoriali come quelle che hanno pizzerie al taglio, ortofrutta o pescherie, quelle che insomma producono più rifiuti. E questo nonostante le tariffe del comune siano le più basse della provincia, visto che la giunta ha optato per il coefficiente minimo. La Tares si conteggia infatti in base a due quote, quella già nominata fissa e quella variabile che si basa invece sul numero dei componenti familiari o sulla tipologia dell'immobile. Chi paga di più sono le pizzerie al taglio, 4,23 euro di quota fissa e 38 euro di quota variabile, seguono i banchi di mercato e generi alimentari, 3,48 euro di quota fissa e 32 euro quella variabile e infine i ristoratori, titolari di trattorie, osterie, birrerie e pub, 3,25 euro di quota fissa e 29 euro di quota variabile.
Una famiglia tipo invece, ad esempio formata da tre componenti, paga 69 centesimi a metro quadro, come quota fissa e 163,05 euro di quota variabile. Nell’ipotesi che questa famiglia abiti in una casa di 100 metri quadrati, pagherà 232,05 euro (69 euro di quota fissa più la quota variabile.
«Per le famiglie non dovrebbero arrivare cifre alte – conclude Gianfranceschi – anzitutto perché hanno già pagato tre rate e poi perché abbiamo le tariffe più basse. Saranno note dolenti invece per gli altri, ma non dipende da noi».
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