Il dolore
“L’apologia” al Museo del Marmo
CARRARA. L'ultimo evento del 2013 del progetto Dabatase, ideato e realizzato da Ars Gratia Artis in collaborazione con il Comune di Carrara, è la mostra, curata da Federica Forti, "Apologia" con...
CARRARA. L'ultimo evento del 2013 del progetto Dabatase, ideato e realizzato da Ars Gratia Artis in collaborazione con il Comune di Carrara, è la mostra, curata da Federica Forti, "Apologia" con opere di Greta Alfaro, Juan Pablo Marcìas e Fabrizio Prevedello in corso al Museo Civico del Marmo fino al 15 febbraio 2014. La mostra è la conclusione della residenza in città dei tre artisti ai quali è stato chiesto di esprimersi con ciò che il territorio offre ossia il marmo e il suo rapporto contrastante e contraddittorio con l'uomo. Nascono così tre progetti differenti ma tutti accomunati da una riflessione di base sul rapporto tra uomo e natura. L'artista spagnola Greta Alfaro arriva ad immaginare un culto del marmo professato da una setta di "fedeli del marmo" che lo venera come elemento naturale sacro e inviolabile. «Tutto in natura è divino e il Marmo Bianco è il dio supremo - scrive nel manifesto del progetto - Tutto in natura è divino, eccetto l'essere umano che venne a oltraggiare la Divinità delle Cose». L'artista si spinge fino ad immaginare, con opere che richiamano gli anni '20-'30 dei regimi totalitari, un’autodistruzione dell'artista attraverso l'utilizzo del marmo. Il secondo artista che si trova nell'esposizione, sapientemente proposta nel percorso "naturale" del museo, è il messicano Juan Pablo Macìas, che da anni porta avanti il progetto “Tiempo Muerto” nato a partire dalla chiusura nel 2009 della biblioteca anarchica di Città del Messico (Biblioteca Social Reconstruir). A Carrara l'artista si è soffermato a Campocecina realizzando un video dedicato al rapporto tra uomo e ambiente. Fabrizio Prevedello, scultore italiano, ha scelto di ubicare la sua residenza a Carrara nei pressi di alcuni rifugi delle Alpi Apuane per continuare la sua ricerca sugli “Innesti” iniziata sul Monte Corchia e proseguita nelle zone comprese tra il Corchia e le Marmitte dei Giganti e da queste alle Cervaiole.
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