Italia
«Tarsu, grande bufala di Cavarra»
Sara Frassini: il sindaco non ha la forza di dire ai cittadini che pagheranno di più
SARZANA. «Tarsu, la grande bufala di Cavarra». Così inizia l’attacco al sindaco di Sara Frassini, capogruppo di opposizione.
«Ha ha annunciato la mancata applicazione della Tares nel nostro Comune. Ameglia passa alla Tares, pure Santo Stefano, Spezia e noi no. Seduto a un tavolo con le associazioni dei commercianti, e con nessun rappresentate dei cittadini, ha snocciolato dati sui potenziali aumenti che la Tares avrebbe avuto nei confronti di ristoranti e bar e contribuenti in genere. Tutti questi potenziali aumenti però sono campati in aria in quanto mai nessuno ha potuto vedere uno straccio di regolamento sulla Tares. Di bufala stiamo parlando perché, proprio l’anno scorso, Unioncamere Regionale Liguria ha commissionato uno studio sui costi relativi allo smaltimento dei rifiuti in tutti i comuni liguri al fine di tutelare tutti gli utenti domestici e commerciali e volto a favorire la libera concorrenza tra attività commerciali. Il risultato è stupefacente. Contrariamente a quello che propaganda il sindaco, che evidentemente non è favorevole al principio di “chi inquina paga” ossia corrispettivi maggiormente rispondenti alla “potenziale” produzioni di rifiuto, perchè impegnato solo a tutelare alcune categorie, i dati sono i seguenti: a Sarzana l’anno scorso una famiglia con tre componenti in un’abitazione da 108 mq ha pagato 283 euro contro i 257 euro pagati a Spezia, già in regime di Tia. Ma attenzione: un ristorante con una superficie di 180 mq a Sarzana ha pagato 1288 euro mentre a Spezia quasi il triplo, 3729 euro; un albergo da mille mq a Sarzana paga 4470 euro contro gli 8769 della Spezia, i 5915 di Arcola e gli 8452 di Santo Stefano».
E l’affondo: della Frassini: «Ecco qui servita ai sarzanesi l’ennesima fregatura, la Tarsu o Tares o Trise che sia, vedrà loro come unici e principali attori della farsa della difesa di chi ha meno, perché l’aumento generalizzato del 20% in bolletta sarà pagato dai cittadini che rappresentano oltre il 75% del gettito del ruolo. Per questo, e per altre ragioni più tecniche, che secondo l’Anci non permetterebbero ai Comuni che rimangono in regime di Tarsu di aumentare i costi, ma inchioderebbero i pochi sindaci a pagare gli aumenti con il bilancio dell’ente senza scaricarlo in bolletta. Ho presentato un ordine del giorno urgente cercando di ricondurre la discussione nel luogo deputato, anche se ora non sembrerebbe, vale a dire il consiglio comunale. Comunico ai miei concittadini quello che Cavarra non ha il coraggio di dire: per uscire da questo angolo, cioè essere gli ultimi in Liguria come dati di raccolta differenziata, dobbiamo fare due cose noi: essere più civili e per un periodo che auspichiamo essere il più breve possibile, pagare un po’ di più».
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