La manifestazione
Niente raccomandata? Allora niente sanzione
Secondo commercialisti e avvocati si può aspettare un ulteriore avviso Comunque il Comune concede un’altra settimana di tempo per pagare
MASSA. Sventolano i modelli F24, puntano il dito sulla cifra, la indicano l’un l’altro. Il coro è unanime: bollette salate e - in piena crisi economica - troppo poco tempo per pagarle.
Qualcuno si è ritrovato l’avviso Tares in cassetta postale soltanto giovedì pomeriggio e i soldi per mettersi in regola entro lunedì non ce li ha. Vero che il Comune una boccata d’ossigeno l’ha concessa: per chi si prende qualche giorno in più e paga entro la prossima settimana, nessuna sanzione, altrettanto vero che molti avevano preventivato una spesa più contenuta.
In coda a Master ci sono anche gli addetti ai lavori: ragionieri, avvocati, commercialisti. E, di fronte al disorientamento generale, sono loro a mettere qualche puntino sulle “i” e ad assicurare - e la cosa fa tirare un bel sospiro di sollievo a molti - che di multe non possono arrivarne. Non ora. Il perché lo spiega Emilia Lorenzetti, professione avvocato, appunto. A Master, ieri mattina, è in coda da utente: ai suoi genitori è arrivato un “bollettone”, ma, di fronte a dubbi e perplessità, Emilia si affida all’esperienza sul campo e garantisce ai “colleghi” contribuenti: «Nessuna multa se non c’è la notifica dell’avviso di pagamento». Tradotto: se è arrivata una semplice busta, con la posta ordinaria, e non la raccomandata, la sanzione non scatta.
Concetto che ribadisce a chiare lettere Bruno Munda, commercialista. La questione è tecnica e intricata, non a caso, in tema di multe e sanzioni, la posizione dei Comuni non è unanime: «A Milano - esemplifica il professionista - almeno stando a quanto riportato dal Corriere, l’amministrazione ha garantito che non saranno erogate sanzioni. Stessa cosa a Torino. Monza le ha rimandato eventuali a febbraio. È chiaro - è la immediata conseguenza - che i Comuni abbiano ampia discrezionalità».
C’è un “però” che non è un dettaglio: «Se l’avviso è arrivato per posta generica non dovrebbe scattare la sanzione. Vedo la possibilità della sanzione - aggiunge - soltanto se l’avviso è recapitato con Pec (posta certificata) alle aziende o a mezzo raccomandata per i privati cittadini».
Insomma - almeno secondo questa interpretazione - è un po’ come per la multa. Il vigile ci becca in errore e ci lascia un preavviso sul cruscotto. Se non lo paghiamo, non rischiamo nulla. Possiamo aspettare la notifica a casa, con raccomandata. Dal giorno in cui arriva decorrono i termini per pagare. È allora che devi metterti in regola (e versare anche le spese di notifica), altrimenti rischi davvero una sanzione.
Così sarebbe per la Tares: gli avvisi recapitati sarebbero come il preavviso del vigile.
Sia chiaro: pagare le tasse e le imposte è un dovere e - almeno così dovrebbe essere - la precondizione per la ridistribuzione della ricchezza e l’erogazione dei servizi. La questione non è “pagare o non pagare”, ma quando farlo. Magari avendo ben chiaro modalità, termini e finalità.
Perchè la Tares è un tributo complesso, con due quote di cui una statale (pari a 30 centesimi per metro quadrato), imposta da Roma e destinata alle casse romane.
Il Comune garantisce di aver fatto il possibile, di fronte a continue ridefinizioni normative e a obblighi temporali dettati dal Governo. Insomma - questo il concetto - ha fatto quanto nelle sue competenze: del resto a prevedere l’entrata in vigore della Tares, nella logica “più rifiuti produci, più paghi”, è stata una legge nazionale.
In ogni caso, per dare risposta ai contribuenti, le porte di Master rimangono aperte anche stamani. Gli uffici accoglieranno i cittadini dalle 8,30 alle 12, 30.
Chiara Sillicani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
