Il dolore
«Soddisfatto? Solo a metà» Manotti non si accontenta
Il pm aspetta di leggere le motivazioni del collegio: per Calzetta e Fialdini ricorro Un plauso al tribunale per aver superato gli ostacoli. «Ad Alibani pena lieve»
MASSA. Aveva chiesto 69 anni di reclusione, ne ha ottenuti quasi trentadue. Meno della metà. Ma quello che conta è che l’impianto accusatorio ha retto durante il dibattimento e soprattutto ha convinto il collegio che ha emesso la sentenza sullo scandalo delle cremazioni del Mirteto. Ma se chiedete al sostituto procuratore Federico Manotti se è soddisfatto per come si è concluso il primo grado del processo la risposta che vi sentirete dare è nì: ha vinto per quanto riguarda il reato associativo, ma per i tre imputati principali avrebbe voluto qualcosa di più. Renato Alibani, titolare di Euroservizi, la società che si occupava dei servizi cimiteriali, ha preso sette anni («in confronto i suoi dipendenti sono stati colpiti più severamente), otto mesi l’ex funzionario del Comune Renzo Fialdini («resto convinto che faceva parte dell’associazione e lo dimostrerò in appello»), mentre l’ex ufficiale dei carabinieri Augusto Calzetta, a cui contestava il reato di concorso esterno, è stato assolto («forse non mi sono fatto intendere dal collegio»).
A mente fredda però Manotti è contento di quello che ha fatto. Sette anni sono passati da quando aveva aperto un fascicolo contro ignoti per quella che aveva tutta l’aria di essere una semplice compravendita di bare. Invece... «Invece abbiamo scoperto l’orrore. Una cosa terribile, una vicenda che ha toccato i carabinieri e anche me. Immagino cosa hanno passato le famiglie e per questo prima di dire qualunque cosa voglio fare un plauso non solo al collegio presieduto dal giudice Paolo Puzone ma a tutto il tribunale per come ha saputo superare gli ostacoli che si è trovato sulla strada, dalla sostituzione di Cosimoi Ferri (nominato sottosegretario, ndr) ai ricorsi in Cassazione. Non è stato semplice, ma alla fine siamo arrivati in fondo. Per Massa era un vero e proprio maxi processo». Oggi sul Tirreno una lunga intervista al magistrato.
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