Attenzione
Si ribella dopo vent’anni di angherie
Ha denunciato il marito per maltrattamenti in famiglia: l’uomo ha patteggiato un anno e quattro mesi di reclusione
CARRARA. Vent’anni di matrimonio. E vent’anni di schiaffi. Pugni. Offese. Violenze psicologiche e fisiche. Il suo persecutore era il marito e padre dei suoi tre figli che alla fine lei ha denunciato.
In sede di udienza preliminare in tribunale a Massa, l’uomo ha patteggiato la pena di un anno e 4 mesi per maltrattamenti in famiglia.
Il calvario, per la donna di poco più di quarant’anni protagonista di questa vicenda, è cominciato quando ne aveva venti, dopo solo un anno di nozze. Prima era solo lei a vivere quell’incubo. Poi, in parte anche i suoi primi due figli (che da poco sono diventati maggiorenni). L’ultimo no, a lui, il piccolo di casa, quell’odissea è stata risparmiata, sono stati il fratello e la sorella più grande a difenderlo: è quello che loro stessi hanno raccontato quando sono stati sentiti, come testimoni, dalla polizia. La storia è cominciata vent’anni fa. Vent’anni di matrimonio vissuti come un inferno. Con rassegnazione, senza la forza di reagire.
Fino al gennaio scorso quando questa donna, provata nel fisico e, soprattutto nell’animo, ha preso coraggio e si è rivolta al centro anti violenza cittadino e alla Polizia. Per denunciare il marito e padre dei suoi figli.
La decisione, sofferta, è arrivata dopo l’ennesima lite: uno dei figli, ha raccontato la donna in commissariato, si era parato davanti al padre, per difendere la mamma. La donna a quel punto ha deciso che quella situazione di violenza non poteva più andare avanti. E che- come lei stessa ha detto - dove fare qualcosa per i suoi figli.
Si è aperto così il racconto di anni e anni di violenze: 26 pagine di verbale, e un altro scritto, di pugno della donna in cui ripercorre un incubo, quello in cui un marito adorato si è trasformato in carnefice.
Secondo quanto ha raccontato la donna (ed è finito al centro della denuncia) gli episodi di violenza sarebbero cominciati subito dopo il matrimonio. E non l’avrebbero risparmiata neppure quando era in attesa dei figli: anche quando il pancione era enorme.
Una vicenda delicata e complessa, visto che di mezzo ci sono anche tre figli due dei quali maggiorenni ma uno ancora piccolo, per la quale, una volta formalizzata la denuncia il pm, dottoressa Alessandra Conforti, ne ha disposto - in tempi strettissimi - l’allontanamento da casa. Poi l’uomo è finito davanti al gup con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.
Ieri ha patteggiato un anno e quattro mesi di reclusione (pena sospesa): dovrà anche accollarsi le spese di parte civile. La moglie (i due coniugi sono in fase di separazione) si è costituita parte civile ed era assistita dall’avvocato Elisabetta Borri. Il marito era difeso dal legale Debora Ianniello del foro di Lucca. La richiesta di patteggiamento è stata avanzata in sede di udienza preliminare.
«La scelta processuale - spiega l’avvocato Ianniello - non è volta a riconoscere la responsabilità dei fatti ma piuttosto ad evitare, con un processo in cui si sarebbero dovuti sentire anche i figli, i parenti e i vicini di casa, ulteriori conflitti all’interno di una situazione familiare già molto complessa che il mio assistito sta cercando di recuperare».
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