Finanza
«Questa tassa ci mangia la pensione»
Code e proteste per la stangata: «Mi è arrivato un conguaglio da 500 euro e ho l’Inps me ne dà 700 al mese»
MASSA. Continua la folla di contribuenti alla Master Srl, l’agenzia in house del Comune di via Simon Musico che si occupa di riscossioni e tributi, per i bollettini della Tares recapitati in questi giorni a casa dei cittadini massesi.
Anche nella mattinata di ieri infatti sono state centinaia le persone in coda agli sportelli dell’agenzia per chiedere chiarimenti sui “strani” e salati conguagli della tassa dei rifiuti. Una tassa che sta facendo parlare molto di sè, non solo per il ritardo con cui è arrivata – a nemmeno una settimana dal termine massimo per il pagamento, anche se non per colpa del Comune – ma anche, o soprattutto, per le cifre che peseranno come una spada di Damocle sui conto correnti, già poveri, dei massesi, in particolare dei pensionati.
Sono proprio loro, infatti, la parte forse più debole della società che con le loro misere pensioni spesso devono mantenere anche figli disoccupati, che ieri mattina hanno affollato la sala della Master.
Come potrebbe essere diversamente. I conguagli per la abitazioni civili oscillano da una cifra di 140 euro a centinaia e centinaia di euro, il più delle volte la stessa cifra delle pensioni. I pensionati ieri mattina, modulo F24 alla mano, guardavano la somma disperati e in attesa del proprio turno – per cui avrebbero dovuto aspettare almeno un paio di ore – speravano in un errore. «L’anno scorso – racconta Lara Francesconi, una pensionata che vive in casa con la figlia disoccupata – ho pagato per tutto l’anno 400 euro. Quest’anno ho pagato due rate di 110 euro ciascuna e adesso mi è arrivato il conguaglio da 500 euro, quindi dovrei pagare 700 euro in tutto. È uno scandalo. Io sono pensionata e mi va via completamente la pensione. Spero sia un errore o se possono darmi la ridurmela, anche se mi hanno già anticipato che sarà difficile». «Guardi qui, cifre da far venire un infarto a un pensionato. – commenta un’altra signora – Io ho una pensione da 700 euro. Sono messa meglio di molti altri disoccupati, ma ieri mi è arrivato il conguaglio da quasi cinquecento euro. Quindi io questo mese, non avendo diritto alla riduzione, metterò tutta la mia pensione nelle tasse, perché insieme a questa pagherò Gaia. È normale una realtà così?».
Una cinquantina gli ultrasettantenni che hanno dovuto aspettare anche tre ore in piedi il proprio turno, tanto che qualcuno ha rinunciato.
«Farò venire mio figlio», commenta una signora; “Me ne vado e non pago più”, commenta un’altra.
La rabbia dei contribuenti è quindi alta, ma gli addetti agli sportelli della Master ci tengono a fare una precisazione sulle data di scadenza: la data del 16 dicembre per il quale è prevista una maggiorazione del 30% in caso di mancato pagamento riguarda solo la tassa nazionale e non il resto dell’importo.
E la parte nazionale è notevolmente più bassa (nella bolletta c’è la descrizione). Magra consolazione, ma meglio di niente.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
