La manifestazione
Minacciati dalla frana e costretti a pagare
L’amara vicenda di un gruppo di inquilini di via Montia: hanno presentato un esposto in procura
CARRARA. Ancora un esposto da parte di cittadini alluvionati nel novembre del 2012: parte da via Montia, dove i residenti di una palazzina Erp, sfiorata da una frana la notte del 28 novembre di un anno fa, hanno chiesto a procura, Comune e vigili del fuoco di verificare se lo smottamento è davvero in sicurezza. Dalla collinetta il 28 novembre del 2012, nella notte della seconda alluvione, si staccò un importante smottamento che lambì i pilastri di una palazzina Erp: i residenti dell’edificio, al civico 25 di via Montia, sono protagonisti da oltre un anno di una vera odissea burocratica e legale. Sì perché il movimento franoso fece seguito al cedimento di un muro di cemento, posto sopra la palazzina Erp, sulla cui proprietà è aperta un’accesa diatriba: il muro lambisce infatti il giardino di un’abitazione posta all’interno di un edificio, il condominio “Bellavista”, situato al civico 31, sempre di via Montia. Secondo i condomini il muro appartiene solo ed esclusivamente ai proprietari del giardino mentre secondo questi ultimi la proprietà è di tutto il condominio: in attesa di sapere come andrà a finire questa querelle, i lavori di somma urgenza effettuati dopo la frana saranno pagati, interamente, dai residenti della palazzina Erp, sei famiglie chiamate a sborsare, entro oggi, circa 7 mila euro a testa.
Una cifra non da poco, soprattutto se si tiene conto che gli abitanti dell’edificio sono 3 invalidi al 100%, una signora ultracentenaria e due pensionate. La ditta che ha svolto l’intervento di somma urgenza ha inviato ai residenti del civico 25 un’ingiunzione di pagamento, per un totale di circa 44mila euro: «Abbiamo rischiato che il nostro palazzo cedesse sotto il peso della frana e ora mentre i proprietari del Bellavista litigano tra di loro, noi siamo costretti a pagare» racconta Adolfo Pollina, residente del civico 25, spiegando che il “conto” è stato recapitato al suo condominio sulla base della prima ordinanza emessa dal comune, datata 28 novembre 2012, in cui oltre allo sgombero della palazzina (i residenti furono autorizzati al rientro dopo una ventina di giorni) si imponeva di provvedere alla messa in sicurezza dello smottamento. «Ci sono diverse crepe nelle porzioni di muro rimaste in piedi e anche la frana è tutt’altro che stabile» denuncia il signor Pollina, mostrando la relazione compilata il 6 novembre 2013 dal dottor Francesco Ceccarelli, geologo del Tribunale civile di Massa che, in qualità di consulente tecnico d’ufficio, conferma la presenza di «lesioni importanti che inficiano non solo la funzionalità dell’opera ma la stabilità del muro stesso». (c.ch.)
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