La manifestazione
L’arte, la scienza e il marmo: ecco Domenico Zaccagna
CARRARA. Oggi, venerdì, a partire dalle 18, verrà presentato in Camera di Commercio il volume “Domenico Zaccagna (1851-1940). Il marmo: l’imprenditoria, l’arte, la scienza”, curato da Luisa Passeggia,...
CARRARA. Oggi, venerdì, a partire dalle 18, verrà presentato in Camera di Commercio il volume “Domenico Zaccagna (1851-1940). Il marmo: l’imprenditoria, l’arte, la scienza”, curato da Luisa Passeggia, edito da Pierfrancesco Pacini, sponsorizzato dalla Cassa di Risparmio di Carrara e dalla Fondazione Cr Carrara. All’evento, insieme alla curatrice e all’editore, interverranno il presidente Crc, Gino Mazzi e quello della Fondazione, Alberto Pincione. Il libro ripercorre la vita e il lavoro del grande geologo ed ingegnere carrarese, a cui è intitolato l’istituto tecnico commerciale cittadino. Domenico Zaccagna, laureatosi in ingegneria a Torino nel 1874, frequentò la celebre Ecole de Mines a Parigi, risultando il primo degli studenti stranieri. Tornato in Italia, entrò nel Servizio geologico dello Stato, rimanendovi per ben 50 anni. All’ingegnere apuano si devono progetti di linee ferroviarie, come quello della Aulla-Lucca, parzialmente suo, la realizzazione dei laghi artificiali del Gabiet e Zindra nel gruppo del monte Rosa, di quelli della Sila in Calabria, di Quarto sull’Appennino Romagnolo e della Piana dei Greci in Sicilia, che contribuirono notevolmente allo sviluppo dell’industria idroelettrica italiana. Le sue competenze idrogeologiche gli permisero anche di guidare una grande missione esplorativa in Tripolitania nel 1913-14. Tra i suoi progetti architettonici, l’attuale sede centrale della Crc in via Roma e la chiesa di piazza Menconi a Marina di Carrara. Fu anche un eccezionale esperto di marmi e a lui si devono l’apertura di interi bacini nelle Apuane, in Calabria, in Sardegna e l’invenzione di macchine innovative. Dopo la morte di Zaccagna la famiglia donò all’Accademia di Belle Arti i manoscritti di tutte le sue pubblicazioni scientifiche, le carte geologiche delle Apuane, suoi carteggi, disegni originali di sezioni geologiche e di architettura, nonché tutta la sua biblioteca. Si tratta di materiale che oggi fa parte del “Fondo Zaccagna” dell’istituto, comprendente circa 10mila pezzi ed inventariato da Annarita Rossi nel 1996, al termine di una ricerca che, promossa dal Rotary Club provinciale, ha richiesto anni di accurato lavoro.(d.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
