Il Tirreno

«Sogno un parco giochi dove ha giocato Mattia»

«Sogno un parco giochi dove ha giocato Mattia»

Il Comune pronto ad acquisire il terreno della famiglia Guadagnucci a Lavacchio. Antonio: ma devono concedermidi costruire a Ricortola

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Antonio Guadagnucci la sua casa non l’ha più: in una notte di pioggia, il 31 ottobre del 2010, il fango l’ha travolta, si è portato via sua moglie Nara Ricci e il loro piccolo Mattia. E ora la storia di famiglia è affidata a lui e alla figlia Michela. E a quel fazzoletto di terra, nella prima collina, a Lavacchio. Il Comune lo acquisisce quel terreno e permette, in cambio, ad Antonio di ricostruirsi una casa altrove. E Antonio dove ha visto giocare tante volte il suo Mattia, vuole che adesso giochino altri bambini: «Il mio desiderio - si lascia andare - è che dove ho vissuto con la mia famiglia nasca un parco giochi. È un impegno che l’amministrazione si è presa e su cui io conto. Spero in un’area verde destinata ai più piccoli, nella memoria - ripete - di mia moglie e del mio bimbo. Perché - ecco la frase più forte - non si dimentichi».

Palazzo civico consente ad Antonio di ricostruire una casa in un terreno di sua proprietà a Ricortola, senza dover pagare gli oneri di urbanizzazione, lui e sui figlia cedono la casa di Lavacchio. E lì - questo l’impegno - sorge un parco. Ma la burocrazia - si sa - fa paura: «Fino ad ora - è lo sfogo composto di Antonio - io non ho posato un mattone a Ricortola. Il Comune mi consente di costruire, ma l’area rientra nel Sin, ora Sir (sito di interesse regionale)». E senza autorizzazioni non si muove una foglia: «La cessione di Lavacchio - ribadisce - è legata alla possibilità di edificare a Ricortola».

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