La manifestazione
«Non è stata tutelata la salute dei cittadini come per le polveri»
Parlano i legali del comitato di via Dei Campi: dalla Procura auspichiamo un segnale forte, il sequestro della galleria
CARRARA. Guerra ai rumori: nel mirino la Progetto Carrara e la galleria della strada dei marmi. E le istituzioni - dal sindaco all’assessore e al dirigente al settore ambiente, dalla comandante della Polizia municipale fino al prefetto - che, secondo i cittadini che hanno firmato la denuncia, non avrebbero fatto nulla per migliorare una situazione di disagio di cui sarebbero stati al corrente. Non tutelando la salute pubblica.
La denuncia querela di Miseglia è già stata depositata in Procura. E adesso i legali (gli avvocati Paolo Pasquali e Giovanni Macchiarini) che assistono il comitato di via dei Campi, gli stessi che hanno condotto la battaglia contro le polveri di Sos Carrara, entrano nel merito della vicenda.
«Siamo stati chiamati dai residenti di Via dei Campi a Miseglia ad intervenire per la tutela della salute pubblica - spiegano i legali - Ancora una volta non ci siamo tirati indietro, a difesa di interessi legittimi in capo a chi purtroppo non ha la possibilità di difendersi adeguatamente. È inammissibile che dopo la triste esperienza passata (ci riferiamo alla ben nota vicenda delle polveri sottili) l'amministrazione abbia speso milioni di euro per realizzare un'opera colossale omettendo di investire nella parte più importante di una struttura di tale imponenza, e cioè la tutela della salute sia per i terzi, che per chi utilizza giornalmente la strada».
«Risulta infatti provato "per tabulas" dagli atti direttamente provenienti dalla stessa Progetto Carrara - proseguono - che il problema del rumore che scaturisce, da una opera viaria da essa stessa progettata e gestita è ben al di sopra del normale limite di tollerabilità previsto per legge, e che pertanto l’opera viaria gestita non sia a norma di legge, ma che come confessato dalla stessa presidentessa Silvia Dell'Amico, non si è ancora mossa per risolvere il problema».
«Dall'altro lato il Comune, che avrebbe il compito di controllare ed intervenire sulle carenze e mancanze del gestore della strada dei marmi, non interviene - continuano i legali - permettendo che la società gestisca la struttura "Strada dei Marmi", nella più assoluta illegalità».
Le ipotesi di reato. Nella denuncia querela depositata in Procura le ipotesi di reato contestate, vanno dall'art 659 c.p. (disturbo occupazione o del riposo delle persone), all'omissione di atti di ufficio ex art 328 c.p..
«Ci auguriamo che la Procura della Repubblica - concludono il loro intervento i due avvocati Paolo Pasquali e Giovanni Macchiarini - intervenga con solerzia, dando esperite le opportune indagini, un segnale forte, bloccando preventivamente l'accesso alla Galleria».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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