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E per chiedere il ricalcolo gli tocca sborsare 33 euro

E per chiedere il ricalcolo gli tocca sborsare 33 euro

MASSA. Chiede il ricalcolo della Tares. Lo fa con tanto di lettera scritta al Comune, certificato di residenza e stato di famiglia allegati. Costo 33,56 euro. Ebbene sì: tocca pagare. Lui, da...

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MASSA.

Chiede il ricalcolo della Tares. Lo fa con tanto di lettera scritta al Comune, certificato di residenza e stato di famiglia allegati. Costo 33,56 euro. Ebbene sì: tocca pagare.

Lui, da bravo contribuente, i calcoli se li è già fatti. Si è preso un po’ di tempo per una bella navigata su Internet, ha verificato le aliquote e quindi previsto l’importo della Tares. Così, quando apre la busta, sgrana gli occhi: è convinto di dover pagare una sessantina di euro, invece, deve mettere mano al portafoglio e tirarne fuori 202. Lui, però, è convinto di aver fatto i conti perbene: la casa per cui deve versare la Tares è quella in cui, da qualche tempo, risiede sua moglie, gli uffici comunali l’avrebbero, invece, considerata una seconda casa. E la cosa fa la differenza perché per le seconde case - è così a livello nazionale - il calcolo della Tares scatta su criteri presuntivi. La metratura è x? Si presume che ci siano anche tot residenti. E la cifra si impenna. Ma il contribuente non si da per vinto e si mette in coda a Master: «Mi hanno spiegato - riferisce - che non è escluso l’errore, ma che, in ogni caso, sono tenuto a pagare, salvo eventuale rimborso».

Lui non ci sta e scrive agli uffici comunali competenti con tanto di ricalcolo e indispensabili allegati. Perché per dimostrare che in quella casa “mela della discordia” sua moglie abita davvero, lui presenta stato di famiglia e certificato di residenza. Si rimette in coda, stavolta all’ufficio anagrafe, e chiede gli atti. Quando si sente domandare 33 euro e qualche centesimo, rimane letteralmente a bocca aperta. Sui certificati - questa la spiegazione - ci sono le imposte di bollo (virtuali perché la marca non la vedi) di 16 euro e ulteriori 78 centesimi. Due gli atti rilasciati e il conto è presto fatto. Così al cittadino tocca rimettersi al computer e riscrivere la richiesta di rimborso: adesso vuole anche quei 33 euro che ha dovuto versare per dimostrare - sostiene con decisione - di essere dalla parte della ragione. Che sia giusto o meno l’importo della Tares, rimane un’evidenza: il contribuente scopre che la chiarezza costa. E 33 euro di questi tempi non sono spiccioli.

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