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«Assistiamo a un furto nei confronti della comunità»

«Assistiamo a un furto nei confronti della comunità»

CARRARA. Le responsabilità del disastro delle Apuane sono diffuse, da Firenze (intendendo la Regine) a Carrara: è questa la risposta che emersa ieri dal convegno organizzato dalla sezione Apuo-Lunese...

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CARRARA. Le responsabilità del disastro delle Apuane sono diffuse, da Firenze (intendendo la Regine) a Carrara: è questa la risposta che emersa ieri dal convegno organizzato dalla sezione Apuo-Lunese di Italia nostra e intitolato, non a caso, “Apuane disastro legalizzato: chi è stato?”. PUnto 1: »Il quadro del disastro e delle responsabilità», il punto 2: »La legislazione vigente e la legittimità in fieri».m

All’iniziativa, moderata da Mario Venutelli, presidente e “anima” della sezione Apuo Lunense, hanno partecipato tra gli altri, Nicola Caracciolo, consigliere nazionale di Italia Nostra, Ildo Fusani, esponente di “Uti singuli Uti cives” e Pino Sansoni di Legambiente Carrara.

Nel programma, previsti anche unmerosi interventi di Riccardo Caniparoli, Licio Corfini, Ildo Fusani, Franca Leverotti, Gianni MOnti, Giorgio Pissiolo, Pino Sansoni, Leonardo Rombai, e i contributi di Nello Bertoncini, Bruno Giampaoli, Giovanni Gabriele, Angelo Mazzoni.

Nel corso del dibattito è stato sviscerato il problema dello sfruttamento selvaggio delle montagne, con interventi che hanno affrontato vari punti di vista, da quello ambientale, a quello economico, per arrivare ai temi più prettamente giuridici.

Il dibattito sulla realtà, storica e attuale, delle cave, è caldissimo in questo periodo: e spazia dal tema del nuovo regolamento sugli agri marmiferi che deve essere elaborato, alle concessioni comunali, alle tariffe per i canoni del marmo, al rapporto fra imprenditori e Comune e fra imprenditori e città.

«Quello a cui assistiamo è un furto nei confronti della comunità, il caso delle Apuane non deve restare entro i confini locali ma deve essere portato all’attenzione delle istituzioni europee» ha esordito Caracciolo.

Sulla necessità di difendere la sentenza della Corte costituzionale che sancisce l’onerosità e la temporaneità delle concessioni ma anche lo status delle cave come “usi civici” si è soffermato invece Ildo Fusani, ex dirigente del settore Marmo oggi esponente del comitato “Uti singuli Uti cives”.

Fusani, senza tanti giri di parole, ha dichiarato: «Dobbiamo fermare la controriforma del Regolamento a cui sta lavorando l’amministrazione comunale e al tempo stesso la liquidazione degli usi civici in corso in Regione», ed ha lanciato un duro monito sugli effetti che a suo avviso avrebbero queste modifiche.

Ma il convegno di ieri, oltre all’analisi, ha fornito anche a Italia Nostra l’occasione per assegnare in via ufficiale lo “Spremio 2013”: come anticipato dal Tirreno, la statuetta in gesso “Attila, flagellum civitatis”, andrà quest’anno all’Associazione Industriali di Massa Carrara, per quelli che, il presidente Venutelli ha definito: «i demeriti ormai sotto gli occhi di tutti nel settore del lapideo».

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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