Il Tirreno

Miseglia, adesso partono le denunce

di Alessandra Vivoli
Miseglia, adesso partono le denunce

Il comitato di via dei Campi chiede al procuratore il sequestro preventivo della galleria Santa Croce e del lavaggio dei tir

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CARRARA. Rumori fuori legge: il comitato di Miseglia contro tutti. Chiede al procuratore della Repubblica di sequestrare la galleria Santa Croce della strada dei marmi e l’impianto di lavaggio. E denuncia, «per violazione delle normative vigenti, in ordine ai superamenti dei limiti di tollerabilità acustico, con la assoluta conoscenza e certezza sia da parte della Progetto Carrara che degli organi preposti al controllo, che le opere in questione non siano rispondenti ai dettami normativi» la stessa Progetto Carrara e la sua presidente Silvia Dell’Amico, il sindaco o Zubbani, l’assessore all’Ambiente Massimiliano Bernardi, il dirigente del settore, ingegner Franco Fini, la responsabile della Polizia municipale, Paola Micheletti e anche l’ex prefetto della provincia, dottor Giuseppe Merendino. Una presa di posizione forte con cui gli abitanti di via dei Campi passano alle vie legali e, assistiti dagli avvocati Paolo Pasquali e Giovanni Macchiarini, lo fanno con una denuncia querela, con istanza di sequestro preventivo.

«La Strada dei marmi è stata pensata e realizzata, per risolvere l’annoso problema relativo al passaggio del traffico pesante nel centro cittadino soprattutto in tema di inquinamento acustico e di abbattimento delle polveri sottili. Un altro comitato di cittadini, l’Sos Carrara, con Legambiente, Uppi, nel 2006, intraprese nei confronti del Comune di Carrara, un procedimento civile, proprio al fine di risolvere la problematica relativa alle polveri sottili. Tale procedimento si concluse con la ben nota ordinanza del giudice Bartolini confermata dal Tribunale di Massa in sede di reclamo, rimasta purtroppo lettera morta. Via dei Campi si trova esattamente in posizione sovrastante l’imbocco della Galleria Santa Croce, imbocco a monte della via dei Marmi. Proprio a causa di detto ingresso gli abitanti si trovano a subire sia di giorno che di notte il rumore dovuto al continuo passaggio di mezzi pesanti in entrata e in uscita dalla galleria cui si unisce amplificandolo quello provocato dall’impianto di lavaggio camion realizzato in prossimità dell’uscita della galleria, ed a cui si aggiunge con devastante effetto il costante rumore prodotto dagli estrattori dell’aria della galleria».

«E’ assolutamente pacifico notorio e conclamato, e risultadagli stessi documenti provenienti dalla Progetto, che il limite di rumorosità previsto per legge sia giornalmente ed ampiamente sforato dalla società, con grave, costante e continuato nocumento per gli odierni comparenti, i quali da tempo si trovano a fare i conti con un rumore di fondo assolutamente al di fuori della soglia tollerabile che incide pesantemente sulla qualità della loro vita violando il diritto alla salute riconosciuto costituzionalmente dall’art. 32. Ad oggi quindi non risulta adottato nessun piano di classificazione acustica nel territorio comunale. Lo studio definitivo di impatto acustico commissionato dalla Progetto Carrara, non si limita ad accertare l’avvenuto superamento dei limiti di normale tollerabilità ma individua anche gli interventi necessari a porre rimedio a tale situazione ed individuati nello specifico nella realizzazione di tunnel fonoassorbente all’uscita della galleria Santa Croce e predisposizione di idonei dispositivi e adozione di ordinanze rivolte a ridurre la velocità dei mezzi sia fuori che all’interno della galleria per attenuare il rumore da rotolamento delle gomme dei camion. Predisposizione di sistemi fonoassorbenti nei pressi del lavaggio camion e Adozione di ordinanza di copertura anche dei cassoni adibiti al trasporto scaglie, onde evitare la dispersione su strada ed all’interno delle gallerie delle polveri. Ci troviamo quindi di fronte ad una società la Progetto Carrara che ben conosce il problema del rumore che scaturisce, da una opera viaria da essa stessa progettata e gestita; che è perfettamente consapevole sulla base di studi commissionati, di quale sia l’entità del problema e che l’opera viaria gestita non sia a norma di legge, che conosce perfettamente quali siano i rimedi per ricondurla entro i binari della legalità; ma non si attiva in tal senso». «Chi invece ha il dovere di controllare, e di intervenire a tutela della salute dei cittadini, il Comune in persona del sindaco e in via sussidiaria e residuale il Prefetto della Provincia nulla fa e non interviene - continua la denuncia - permettendo che la società gestisca la struttura Strada dei Marmi, nella più assoluta illegalità. Sono state presentate numerose sollecitazioni ed esposti presso gli uffici comunali competenti e presso il Prefetto, per segnalare l’ intollerabilità della situazione, in termini di inquinamento acustico senza che ciò abbia prodotto alcuna misura risolutiva. Gli interventi “riparatori” evidenziati dalla stessa Progetto e mai posti in essere, hanno inoltre un costo ampiamente sostenibile a fronte dell’ingente investimento complessivo affrontato per la realizzazione dell’infrastruttura in esame».

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