Sicurezza
«Ma la crisi la pagano i più deboli»
Cgil e Cisl: si va avanti con contratti part time da 650 euro al mese
CARRARA. È botta e risposta a distanza fra Apuafarma e i sindacati.
Sullo sfondo la presa di posizione della società partecipata che, con una nota pubblicata sulla stampa, ha preso le distanze dalle posizioni espresse dalle organizzazioni sindacali nei confronti dell'amministrazione comunale, rappresentata dall'assessore con delega alle partecipate Giuseppina Andreazzoli.
«Vogliamo rassicurare il presidente sul livello di conoscenza dello stato di difficoltà della finanza pubblica da parte degli scriventi - si legge nella nota firmata da Cgil Fp, Cisl Fisascat - Ogni giorno i sindacalisti combattono per garantire diritti dovendo fare i conti con un contesto economico-sociale catastrofico».
«Vogliamo anche ribadire che oggi, in Italia - prosegue la nota - la tipologia contrattuale da utilizzare nella copertura di servizi stabili è a norma di legge il contratto a tempo indeterminato: la smettano quindi di sbandierare le presenze di tali contratti come “concessioni “ fatte da una azienda attenta alle necessità dei propri dipendenti». E i sindacati aggiungono. «Alcuni mesi fa cinque educatrici che erano state impiegate con contratti a tempo determinato e successivamente licenziate sono state reintegrate grazie all'intervento del giudice del lavoro, e non per gentile concessione. Il tutto a spese di Apuafarma e quindi dei cittadini carraresi - prosegue la nota - gli stessi cittadini che vengono mal informati sulla reale condizione dei dipendenti di Apuafarma. Si tratta di una stragrande maggioranza di contratti part-time con retribuzione media di 650 euro mensili (provate a sopravvivere con tali stipendi e provate a fare il raffronto di quanto costa un cuoco comunale o un autista comunale ed uno di Apuafarma!); contratti a chiamata per sostituire le cuoche degli asili nido dove le lavoratrici devono sperare che si ammali qualcuno affinchè il telefono squilli e possano guadagnare la giornata, le stesse cuoche che si trovano spesso da sole a dover preparare oltre cinquanta pasti comprensivi di diete particolari per intolleranti e allergici, con elevato rischio di commettere sbagli che avrebbero conseguenze drammatiche».
«In questo tipo di contratto rientrano anche quelli ad autisti di scuolabus che trasportano bambini dai paesi a monte con mezzi vecchi e difettosi e che non vengono riparati “per mancanza di soldi”; e molto altro ci sarebbe da dire. Crediamo che vi siano forti carenze da parte di chi amministra l'Azienda e dirige i suoi lavoratori».
«Appare chiaro - si chiude la nota delle organizzazioni sindacali - che esiste la volontà politica di far pagare la crisi sempre alle stesse fasce deboli, in questo caso lavoratrici e lavoratori di Apuafarma, con il supporto di chi, da sempre abituato a muoversi nelle stanze di palazzo, continua ad obbedire al “re”. E poi sostiene di ricercare un sereno confronto dialettico con le organizzazioni sindacali».
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