Sicurezza
«I lavoratori part time siano assunti a tempo pieno»
Sindacati Filt e Faisa accusano l’azienda del trasporto pubblico e chiedono l’intervento del prefetto: manca personale, continui escamotage per coprire il servizio, vogliamo regole chiare
CARRARA. «Siamo stufi, vogliamo regole certe e chiare per tutti. Passa il tempo e rispetto ai punti che sono alla base dello stato di agitazione non si procede su niente, anzi il clima peggiora e i rapporti tra azienda e lavoratori si fanno sempre più tesi anche alla luce degli avvenimenti di Genova, Firenze, Pisa e Livorno».
Ad alzare la voce contro l’azienda del trasporto pubblico Atn, sono i sindacati Filt Cgil e Faisa Cisal, che spiegano i motivi della vertenza in corso, per la quale hanno scritto una lettera indirizzata alla Prefettura.
«Per altre vertenze simili, i sindacati si sono rivolti alle rispettive prefetture in altre città, e qualcosa è stato ottenuto», dice Leonardo Fazzi della Faisa.
Nella nota dei due sindacati l’analisi della situazione è molto severa: «In Atn la mancanza di personale da noi sempre denunciata ha assunto toni eclatanti – affermano i due sindacati – anche perché altro personale ha chiesto permessi parentali e di maternità, non si capisce quindi cosa aspetti l’azienda per passare i rimanenti lavoratori a tempo indeterminato part time a full time, visto che questo è anche uno dei punti dello stato di agitazione».
I sindacati denunciano «i continui escamotage adottati ogni giorno dal “movimento” per riuscire a coprire il servizio: ricorso continuo a trasferte oltre ogni ragionevole immaginazione, continue richieste di prestazioni straordinarie, spostamento di riposo e ferie non esaudite nei modi e nei tempi richiesti».
Sostengono che «tutto questo non fa altro che aumentare la tensione e rende difficile il lavoro di mediazione che i sindacati si propongono di fare in un periodo congiunturale molto sfavorevole per la categoria e non solo. Per le verifiche poi, non si riesce a trovare un accordo che possa eliminare il malcontento di chi si trova a ricoprire turni non suoi, e anzi – aggiungono – tutti i propositi presi in questo senso davanti al prefetto sono sempre disattesi. Ugualmente per i lavoratori inidonei o con ridotte capacità lavorative si prende tempo pur avendo l’azienda disdettato accordi che funzionavano».
Filt Cgil e Faisa denuncianoe « la mancanza di regole definite su aspetti così fondamentali dell’organizzazione del lavoro» che finirebbe «per accontentare qualcuno a scapito di altri».
E concludono: «Questa cosa oltre che esasperare i lavoratori fa perdere fiducia nella nostra capacità di poterli rappresentare e ci rende tutti più nervosi e frustrati. Un ultimo aspetto riguarda la minaccia di disdettare gli accordi di secondo livello, per i quali le nostre organizzazioni chiedono di tener conto di quello che sta avvenendo a livello regionale, visto che la questione è nelle mani delle segreterie regionali che hanno aperto un tavolo con il Prefetto di Firenze. Chiediamo quindi al Signor Prefetto di Massa Carrara di intervenire sulle questioni che riguardano Arn considerando che auspichiamo regole e fatti concreti, che avrebbero dovuto già da tempo essere adottati nella nostra azienda».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google