Il Tirreno

Cna: «Il metodo Ortonovo annienta le imprese edili»

Cna: «Il metodo Ortonovo annienta le imprese edili»

Il direttore provinciale Paolo Ciotti attacca il sindaco Pietrini: burocrazia e mancanza di dialogo A causa di una fidejussione e di errori passati vengono bloccati gli investimenti e lo sviluppo

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ORTONOVO. «Le imprese vogliono investire, sono pronte per “aprire” i cantieri, ma la burocrazia lo impedisce. Nel 2013 morire di cavilli e scartoffie non fa certo più notizia, ma il caso di Ortonovo è senza dubbio un emblema di come una fidejussione possa tenere fermi centinaia di milioni di euro insieme a occupazione ed economie di filiere».

Dura presa di posizione di Cna dopo i tentatvi, cita una nota «di incontrare il sindaco; una problematica già evidenziata da Cna che in diverse occasioni ha richiesto un incontro con il sindaco senza però trovare risposta. Cna aveva infatti posto all’attenzione dell’amministrazione comunale una problematica ben specifica e particolare con cui diverse aziende edili si sono trovate a confrontarsi. Nel Comune di Ortonovo per ottenere il permesso di costruzione è necessario presentare esclusivamente una fidejussione bancaria ritenuta l’unico documento atto a garantire la puntuale e completa esecuzione delle opere di urbanizzazione da parte di società».

Una scelta «in discrasia - la bolla Paolo Ciotti, direttore provinciale Cna - con il momento storico che stiamo vivendo fortemente caratterizzato dalla difficoltà dell’accesso al credito. Scelta presa da burocrati che evidentemente non hanno ben chiaro come è il mondo vero, in cui le imprese devono rapportarsi quotidianamente. La restrizione dei parametri bancari e il contemporaneo consolidamento di metodiche da parte degli stessi Istituti di Credito, volti a limitare la propria esposizione, ha portato ad una strettacreditizia che rischia di annientare la capacità imprenditoriale. In tale contesto - spiega ancora Ciotti - oggi vivono e troppo spesso muoiono le aziende. Malgrado la nostra associazione comprende e condivide appieno le esigenze del Comune di tutelare se stesso e la collettività di fronte a specifici interventi urbanistici, al contempo identifica in tale scelta unaforte limitazione all’agire dell’impresa, la cui valutazione è ancora più grave se si pensa all’incongruità delle scelte poste in essere dal Comune di Castelnuovo Magra con cui è in atto un progetto la Fusione. Infatti, appare alquanto strano che si parli di un Comune Unico, senza affrontare prima un percorso di condivisione normativa e operativa, soprattutto in settori strategici come quello dell’edificazione».

A onor del vero, Cna riconosce che l’assessore all’urbanistica e il segretario comunale, informati della situazione e della possibile soluzione proposta, si sono resi favorevoli. Purtroppo l’elemento decisionale è da ricondurre al consiglio comunale che identifica in tale restrizione una modalità per bloccare l’edificazione del territorio.

«Presa di posizione - analizza ancora Ciotti - che trova fondamento in numerosi errori non gestiti in passato, che non accertando la validità di determinate fidejussioni assicurative si è trovata nell’impossibilità poi di riscuoterle. Ma questo non è certo un elemento su cui fondare il rapporto con le imprese. Tanto più che ci sono strumenti equiparati totalmente alla fidejussione bancaria, ovvero quelle rilasciate da Consorzi Fidi iscritti nell’apposita sezione dell’elenco degli intermediari finanziari, in grado di garantire l’amministrazione nella medesima modalità della primaria escussione e della copertura per l’intera durata dell’intervento».

Per Cna «il contesto in cui ci troviamo, di crisi e depressione economica da un lato, di soluzioni e prospettive dall’altro, non solo si qualifica come deterrente all’edificazione, ma concretizza sempre di più una sorta di metodo Ortonovo, un sistema di annientamento dell’economia locale, con danni per tutta la collettività».

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