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Calzetta esulta: «Giustizia è fatta»

Calzetta esulta: «Giustizia è fatta»

L’ex ufficiale dell’Arma si gode l’assoluzione. L’avvocato: «Non temo l’appello»

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MASSA. Dopo la lettura della sentenza il suo avvocato, Fabio Sommovigo, lo ha chiamato al cellulare: «Colonnello è stato assolto». E Augusto Calzetta, ex ufficiale dell’Arma, quasi incredulo, ha ribattuto: «Ma è sicuro?». Una piccola esitazione, poi il grazie al legale che lo ha assistito in questi lunghi anni in cui ha dovuto subire anche il carcere e i domiciliari. Ora Calzetta preferisce tenere la bocca chiusa, non vuole alimentare le polemiche e soprattutto vuole rileggere tutte le cose dette sul suo conto dal 2006 alle 15.40 di lunedì. «Giustizia è fatta», è stato il pensiero dell’ufficiale. E basta.

Il suo avvocato invece parla: «Siamo soddisfatti, sapevamo che l’accusa non poteva reggere. Non c’era concorso esterno e non c’è neppure il favoreggiamento, ipotesi di reato che il pm potrebbe cercare di fare passare in appello. Lo abbiamo detto in tutti i modi al sostituto procuratore Federico Manotti, Calzetta è estraneo allo scandalo delle cremazioni. Punto e basta».

Ma come è possibile che ci sia finito? Sommovigo non ha dubbi: «È amico di Renato Alibani (il titolare di Euroservizi condannato a sette anni di reclusione) e il suo nome forse è servito per dare rilievo a tutta la vicenda. Il colonnello ha chiesto ai suoi ex colleghi dell’inchiesta solo per capire come era la situazione, ma non aveva alcuna intenzione di intralciare le indagini. Non dimentichiamo che è sempre un uomo di legge. Ma forse a Massa non tutti se lo sono ricordato. Adesso è facile fare gli amici. In questi anni in molti hanno parlato male di lui. E in base a delle intercettazioni, non c’era uno straccio di prova».

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