Il Tirreno

«Pulizie all’Omya: i tagli non sono del 40%»

«Pulizie all’Omya: i tagli non sono del 40%»

CARRARA. Tagli agli addetti alle pulizie dello stabilimento Omya di Avenza: l’azienda appaltatrice replica all’allarme lanciato nelle settimane scorse dal sindacato Filcams Cgil che aveva parlato di...

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Tagli agli addetti alle pulizie dello stabilimento Omya di Avenza: l’azienda appaltatrice replica all’allarme lanciato nelle settimane scorse dal sindacato Filcams Cgil che aveva parlato di una riduzione del monte ore (e dello stipendio) delle addette pari al 40%.

«La ricostruzione fornita dall'organizzazione sindacale non corrisponde alla realtà dei fatti - comincia la nota dell’azienda milanese Vivaldi & Cardino spa - La nostra società è subentrata alla "Cooperativa La Victor" dal mese di maggio 2013, assumendo tutte le quattro le lavoratrici precedentemente impiegate nel servizio di pulizia civile con una riduzione pari a mezz'ora settimanale per due lavoratrici ed ad un'ora per le altre due lavoratrici».

E l’azienda che dal maggio scorso gestisce le pulizie, sia industriali che “civili” (ossia quelle di uffici e sale riunioni) dello stabilimento entra nel dettaglio.

«Poiché rimaneva un esubero rispetto alle necessità dell'appalto le stesse sono state messe in Cassa Integrazione Straordinaria in Deroga per alcune ore la settimana - continua la nota della Vivaldi & Cardino - Pertanto il livello retributivo non si è ridotto del 40%».

Ma, secondo la ditta milanese non ci sarebbe stata solo una riduzione di ore, comunque non pari al 40%, ma anche nuove assunzioni.

«Analogamente all’introduzione della cassa integrazione straordinaria in deroga - prosegue la nota - si è proceduto all'assunzione di 7 lavoratori per le pulizie industriali impiegati mediamente per 40 ore settimanali».

E poi arriva la precisazione riguardo proprio l’allarme lanciato dai sindacati.

«Le affermazioni circa i livelli retribuitivi fatte dalla Filcams Cgil omettono di evidenziare che a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici la Cooperativa La Victor operava una trattenuta di quota sociale variabile da 50 ad oltre 100 euro mensili a lavoratore proporzionalmente al monte ore di inquadramento - mette nero su bianco la nota dell’azienda milanese - ed aveva altresì dichiarato "un piano di crisi" per il quale tratteneva mensilmente ai lavoratori, a fondo perso, un importo sino a quasi 250 euro lordi mensili».

«Ci risulta inoltre - si chiude la nota - che alla data odierna il personale non abbia ancora ottenuto, come previsto, il rimborso della quota associativa che in alcuni casi è di diverse migliaia di euro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa