Il Tirreno

«Non pagheremo 10 milioni alla Adanti»

di Alessandra Vivoli
«Non pagheremo 10 milioni alla Adanti»

La presidente della società partecipata dal Comune: disposti a darne solo 4 per le spese straordinarie, o si va in tribunale

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CARRARA. Nessun accordo bonario con la ditta costruttrice della strada dei marmi: la Progetto Carrara non è intenzionata a scucire alla Adanti quei 10milionid i euro per la questione delle riserve (ossia le spese straordinarie subentrate in corso d’opera e fuori dall’appalto), ma solo poco più di quattro, come stabilito dal consulente della partecipata. Con un risparmio, annunciato di sei milioni di euro. Nessuna volontà di pagare i 700mila euro della parcella richiesta dal commercialista Bruno Munda: la presidente della Progetto ha annunciato che, proprio nei giorni scorsi è stato presentato ricorso al Consiglio di Stato (dopo che il Tar ha bocciato quello già avanzato dalla stessa Progetto). E, infine, sempre in tema di risparmio, il completamento della riduzione dell’organico: «Abbiamo cominciato dall’alto, come il nostro amico Renzi»: ha scherzato il segretario comunale del Pd Pierpaolo Delia. «Dei tre ingegneri che avevano curato la via dei marmi restaa in sella solo Gateano Farro (hanno accettato la conclusione di rapporto Andrea Cerchiai e Giuseppe Fruzzetti): ma il 22 dicembre scade il suo mandato» ha precisato la presidente della Progetto Silvia Dell’Amico nella conferenza stampa di fine mandato a cui ha partecipato il segretario del Pd Pierpaolo Delia.

«Con l’Adanti nessun accordo bonario: non pagheremo 10 milioni». Quattro anni di mandato. Una ambiziosa infrastruttura, la strada dei marmi, portata a termine. E, soprattutto, un giro di vite già avviato, che, in linea con la spending review, sarà lasciato in eredità, come linea guida, all’amministratore unico che sarà nominato nell’assemblea dei soci già convocata per il prossimo 16 dicembre.

«Siamo rimasti in sella - ha cominciato col precisare la Dell’Amico, che si è messa a disposizione del partito - per portare avanti alcune questioni che saranno importantissime per il futuro della società». La società ha messo alcuni punti fermi, scegliendo scelto di non sottoscrivere l’accordo bonario di oltre 10 milioni di euro, accogliendo in toto il parere complessivo dell’avvocato Riccardo Rossi del foro di Roma e l’ingegnere Michele Tiberi, che ha stabilito, per quel che riguarda la questione delle riserve, una cifra molto più bassa, pari a 4 milioni 441mila euro. «Questo cda non ha sottoscritto l’accordo bonario e non ha avviato le trattative con l’Adanti - ha messo in evidenza la Dell’Amico - La nostra linea è quella di arrivare fino al contenzioso (l’arbitrato non è contemplato dal disciplinare di gara) se non ci si accorda sulla cifra stabilita dai nostri consulenti che non dovrà superare i 4 milioni e 400mila euro».

«La scelta di localizzare il lavaggio a Miseglia non è stata nostra». La presidente Dell’Amico è stata chiara: «Non abbiamo scelto noi di mettere il lavaggio a Miseglia».

«Il cda - ha detto la Dell?Amico - ha portato avanti una concreta politica per limitare l'inquinamento acustico e quello delle polveri sottili che attanagliano in modo particolare gli abitanti di Miseglia, ai quali voglio ricordare di come la scelta di localizzare lì il “lavaggio” e l'inizio della Strada, non mi è appartenuta e nemmeno al resto del consiglio. Abbiamo sostenuto la necessità di autovelox e limitatori della velocità, abbiamo sempre cercato strumenti per attenuare disagi.

Delia: la nostra linea è per la liquidazione della Progetto. Il segretario comunale del Pd ha parlato chiaro. «La nostra ipotesi per il futuro della Progettova verso una liquidazione della società, che però dovrà avvenire nei cinque anni previsti dalla consegna della strada, cioè nel 2017 - ha spiegato - In questo modo la gestione della strada dei marmi potrebbe passare nelle mani del Comune e per quel che riguarda il piano della sosta potrebbe passare ad un’altra partecipata o privatizzato, solo se questo comportasse dei vantaggi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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