Il Tirreno

Il ciclone Renzi scuote il Pd la dirigenza in difficoltà

Il ciclone Renzi scuote il Pd la dirigenza in difficoltà

La segreteria cittadina, tutta schierata per Cuperlo, è adesso in minoranza Ma la parola d’ordine è: “Ha vinto il partito, sosteniamo tutti il vincitore”

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MASSA. Che succede adesso al Pd locale? Il trionfo di Matteo Renzi alle primarie per la segreteria nazionale del partito è chiarissima anche qui sotto le Apuane. Il ciclone è arrivato con minor forza che nel resto della Toscana (62% dei consensi a Massa, 78,5% a livello regionale) ma gli effetti sono gli stessi. E il gruppo dirigente democratico massese, schierato all’unanimita con Cuperlo deve fare i conti con una clamorosa sconfitta.

«Non è la fine della sinistra, è la fine di un gruppo dirigente della sinistra», è stata una delle prime affermazioni del neosegretario Renzi. Fine, anche del gruppo dirigente cittadino? Per Adriano Tongiani, che segretario del Pd comunale lo è diventato neanche due mesi fa con il 90% dei consensi (anche perchè era l’unico candidato), il problema non si pone. Il voto di domenica, ragiona, «è stato sospinto dal vento di cambiamento che soffia nel paese e ha premiato Renzi, che è stato il più capace a interpretare questa voglia di cambiamento. Detto questo, bisogna tenere distinti i piani delle elezioni dei segretari cittadini e provinciali da quello delle primarie aperte di domenica: due contesti diversi, due logiche diverse. Tanti che prima hanno votato Tongiani, o Leri, ieri hanno scelto Renzi. E non è che Cuperlo ha perso perchè dietro c’erano i dirigenti locali. Io non mi sento assolutamente messo in discussione. Il congresso è stato fatto, il prossimo ci sarà fra tre anni».

E a chi nello schieramento renziano chiede, neanche troppo implicitamente, un passo indietro, Togniani risponde: «Una richiesta schizoide: gli organismi sono stati eletti con regole condivise neanche due mesi fa. E gli iscritti hanno deciso. Comunque – aggiunge – è chiaro che come segretario recepisco il segnale politico di richiesta di innovazione e di cambiamento di stile che arriva dal voto. Ed è sui contenuti, sulle proposte che ci confronteremo».

Gianluca Brizzi, ex assessore provinciale di “fede” renziana – e dunque un vincitore – la mette sui numeri. «Renzi e Civati sono stati votati dal 75% degli elettori, nella direzione non hanno neanche un componente: sono tutti dell’area ex Cuperlo, che vale il 25%. Un disequilibrio di cui non si può non tenere conto. Perlomeno c’è un problema di regole che fanno sì che il gruppo dirigente non sia rappresentativo degli elettori». Ma, soprattutto, Brizzi, legge nel risultato delle primarie un messaggio forte: «È la conferma che nella gestione del partito, che ci ha portato a perdere elettori e iscritti, che no esprime nè il sindaco di Carrara nè quello di Massa, c’è qualcosa che non funziona. Mi pare evidente».

Tra gli “sconfitti” c’è pure Andrea Rigoni, deputato e per molti renziani “dominus incontrastato del partito”. Ovvero il prototipo della “vecchia classe dirigente”. «Adesso – dice Rigoni – pure se, con lealtà, ho espresso il mio voto ad un altro candidato, dobbiamo sostenere con responsabilità gli obiettivi che il nuovo segretario, l'amico Matteo Renzi, si è posto e sui quali ha ricevuto un mandato ampio e non equivocabile. Il mio pensiero è che occorre rapidamente approvare una nuova legge elettorale, ridurre in modo significativo il numero dei parlamentari, cancellare il Senato e sostituirlo con la Camera delle Regioni, approvare misure per contrastare la disoccupazione giovanile e andare a nuove elezioni generali. Se questo non fosse possibile, tanto per dirla chiara, è meglio tornare subito al voto».

Per Giacomo Bugliani, il consigliere comunale eletto con più di mille preferenze, renziano della prima ora, «si tratta di una svolta storica che non potrà non avere ripercussioni anche a livello locale. Non si tratta di delegittimare la dirigenza locale quanto di organizzare le forze che si riconoscono nel progetto di Renzi di un Pd più aperto, più moderno. Occorre dare punti di riferimenti certi. La partecipazione è stata straordinaria ed è un invito chiaro a superare vecchi schemi. E’ stato tutto molto emozionante, mi hanno fermato anche persone che non conosco per chiedere un Pd diverso. Per quel che mi riguarda, come ho sempre fatto finora, in consiglio comunale cercherò di essere di stimolo a fare per l’amministrazione comunale».

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