Sicurezza
«Ho un’attività da 40 anni ora rischio la chiusura»
La disperazione di commercianti, artigiani e altri cittadini. Presidio e traffico rallentato ma manifestazione pacifica, un po’ di tensione all’arrivo di rappresentanti di Forza Nuova
CARRARA. La protesta dei “forconi” arriva anche in terra apuana: ieri mattina una cinquantina di manifestanti nei pressi della rotatoria di Turigliano hanno “rallentato” il traffico per dare visibilità alla protesta. Il momento più “caldo” in tarda mattinata, all’arrivo di un gruppo da Massa, composto – tra gli altri – da esponenti di Forza Nuova e ultrà.
C’erano lavoratori autonomi, commercianti, artigiani ma anche disoccupati, pensionati e dipendenti al presidio. Un’iniziativa spontanea, organizzata attraverso i social network e il passaparola, per dare visibilità alla protesta di chi, e sono tanti, non ce la fa davvero più a contrastare la crisi economica. Nel parcheggio sull’Aurelia utilizzato come punto di ritrovo, un gazebo con il classico fuoco acceso, in un bidone di metallo, per riscaldare i manifestanti. Un cartellone con lo slogan “Massa-Carrara si ferma per la nostra dignità e per riprendersi il nostro futuro”.
«Siamo cittadini comuni che vogliono manifestare la propria indignazione e ribellarsi, pacificamente, scendendo in piazza» spiega Enrico Biggi, uno dei primi ad arrivare al presidio, raccontando che il movimento è nato da Facebook e che questa è la prima volta in cui i “forconi” carraresi si incontrano. Tra i manifestanti,commercianti strozzati dalla crisi, lavoratori autonomi alle soglie del fallimento, disoccupati, ma anche alcuni dipendenti, operai e impiegati. «Ho un’attività commerciale da 40 anni, rischio di chiuderla perché nell’ultimo anno mi hanno portato l’Irpef dal 49% al 102%» racconta Lorenzo Tabaracci, spiegando che diversi colleghi, non solo hanno chiuso i battenti, ma si sono ritrovati anche pieni di debiti. «Noi non abbiamo ammortizzatori sociali di alcun tipo e dobbiamo pure fronteggiare la concorrenza spietata dei cinesi», aggiunge Franca Giuntoni, artigiana carrarese paladina del “made in Italy”. «Ho un negozio di accessori e abbigliamento, ho sempre usato materiali italiani ma adesso non riesco più nemmeno a trovarli» aggiunge, raccontando di aver addobbato il suo negozio di piazza Alberica con coccarde tricolori, per un Natale all’insegna dell’ “italianità”.
Mentre al presidio arrivano nuovi manifestanti, qualche giovane e perfino alcune mamme con bambini piccoli, un gruppetto di “forconi” rallenta il traffico sulla Statale Aurelia e sul viale XX Settembre, con una tecnica vecchia quanto le iniziative di protesta: una decina di “finti” pedoni attraversa ripetutamente la strada sulle strisce, impedendo per diversi minuti alle auto di proseguire il viaggio e intasando il traffico, mentre viene distribuito agli automobilisti i un volantino che recita, “L’Italia si ferma dal 9 dicembre, ribellarsi è un dovere”. Una protesta pacifica, come sottolineato gli organizzatori, ma carica di rabbia e amarezza: «Ho smesso di lavorare per fare la mamma e quando a 50 anni ho provato a rientrare nel mondo del lavoro mi sono resa conto che alla mia età non mi avrebbe assunto nessuno – racconta Betty Gross – Non mi sono comunque arresa, mi sono messa in proprio, facevo souvenir di marmo, ma adesso anche i turisti hanno tirato la cinghia e sono costretta a chiudere». E poi c’è Romolo Adorni, ristoratore in pensione che se la prende con gli amministratori locali, incapaci a suo dire di far decollare il turismo. Andrea Perfetti, operaio e padre di famiglia è «stufo della ruberia che c’è in Italia e della politica collusa e corrotta». Storie di cittadini comuni, che hanno manifestato in modo disciplinato e pacifico monitorati per tutto il tempo dalle forze dell’ordine: il momento più animato ha coinciso con l’arrivo, intorno alle 12.30, di una delegazione di manifestanti massesi, composta anche da esponenti di Forza Nuova, muniti di bandiere tricolori, e da ultrà della squadra locale. Una presenza poco gradita da alcuni “forconi” che si son allontanati. «Il gruppo di Massa ha movimentato la nostra iniziativa e, come da accordi, non ha portato simboli politici ma solo bandiere tricolori, quindi nessun problema» ha commentato Paolo Corazzini: «e il presidio proseguirà a oltranza».
Cinzia Chiappini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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