Lutto
Condannati Alibani e Fialdini Assolto l’ex ufficiale Calzetta
Al titolare della Euroservizi la pena più pesante: 7 anni per la dispersione, falso e il peculato L’ex funzionario del Comune invece ha preso otto mesi per l’omessa denuncia
MASSA. Condannati Renato Alibani e Renzo Fialdini, assolto Augusto Calzetta. Condannati anche gli altri imputati minori del processo sulle cremazioni fantasma del Mirteto, ovvero gli operai di Euroservizi, eccezion fatta per Alan Tonazzini,uscito indenne dopo la lettura del dispositivo. Erano le 15.40 quando il collegio composto dai giudici Paolo Puzone, presidente, Antonia Aracri e Fulvio Biasotti ha fatto suonare la campanella ed è entrato in aula. Una lettura lunga quella del presidente, che non ha provocato né brusii né mormorii. Dall’inizio alla fine. Ecco l’atto finale, almeno per quanto riguarda il primo grado, di una vicenda lunga e dolorosa che ha visto centinaia di famiglie ribellarsi a subire passivamente una ferita dolorosa come la dispersione dei propri defunti.
Le condanne. Renato Alibani, titolare di Euroservizi, la società che gestiva i servizi cimiteriali per conto del Comune di Massa, è stato condannato a sette anni di reclusione. Tra i reati contestati quelli riconosciuti dal collegio sono soppressione di resti mortali, falso, peculato (sia a Pisa che a Massa), associazione. Maurizio Guerra, 4 anni e 10 mesi: oltre all’associazione c’è la dispersione delle ceneri, l’associazione e il peculato. Luca Pelletti, 4 anni e 4 mesi, per lui il reato associativo. Associazione e dispersione per Marco Grassi, 4 anni e un mese; Alessandro Dazzi, 3 anni e 4 mesi, Piero Dell’Amico, 3 anni e 4 mesi, e Silvano Carmagnola, 2 anni e otto mesi. Truffa e corruzione invece per Enrico Paladini, un anno e sei mesi. Otto mesi per omessa denuncia e falso (i certificati inviati ad altra amministrazione per garantire su Euroservizi) a Renzo Fialdini, ex funzionario comunale. Quattro mesi a Michela Santucci per aver tentato di raccogliere informazioni sull’indagine sul cimitero. Infine come detto assolto l’ex ufficiale dei carabinieri Augusto Calzetta (associazione) e l’operaio Alan Tomazzini, l’unico che si era in qualche modo ribellato agli ordini che gli venivano impartiti dall’alto.
Le pene accessorie. Alibani si è meritato anche l’interdizione dai pubblici uffici in perpetuo, dell’interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese e dall’esercizio di attività costituenti pubblico servizio e dell’interdizione legale per la durata della pena e dell’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per due anni; Guerra, Pelletti, Grassi, Dell’Amico, Dazzi alle pene accessorie dell’interdizione dai pubblici uffici per anni 5 e dell’interdizione dall’esercizio di attività costituente pubblico servizio per la durata della pena; Paladini alla pena accessoria dell’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per la durata di un anno; Fialdini alla pena accessoria dell’interdizione dall’esercizio di attività costituente pubblico servizio per la durata della pena.
I primi risarcimenti. I giudici Puzone, Aracri e Biasotti hanno anche condannato gli imputati a cui è stato riconosciuto il reato di dispersione delle ceneri (Alibani, Carmagnola, Dazzi, Dell’Amico, Grassi, Guerra e Pelletti), in solido fra loro, ai risarcimento del danno nei confronti delle parti civili costituite. Danno da liquidarsi in separato giudizio civile e al pagamento di provvisionale nella misura di cinquemila euro per ciascuna delle parti civili Comune di Massa, Comune di Parma, Comune di Segrate, Comune di Piacenza, Iren Emilia Spa, Pascal Villa Srl, Maccini Giorgio Srl, Associazione tutela dignità dei defunti, e nella misura di quindicimila euro per ciascuna delle persone fisiche costituitesi parte civile.ODUZIONE RISERVATA
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