Finanza
Buffoni choc: «Potrei anche uscire dal Pd»
La vittoria di Renzi amareggia il primo cittadino: «Ho pensato di dimettermi ma mi dispiacerebbe costringere i miei cittadini a tornare al voto»
MONTIGNOSO. Cuperlo perde a Montignoso e Buffoni si prepara a strappare la tessera del Pd o, nella peggiore delle ipotesi, ad abbandonare la poltrona di sindaco. Accade tutto nell'arco di una giornata, quando arrivano i dati relativi all'affluenza alle urne e alle preferenze per i tre alfieri del Pd: Renzi stravince anche a Montignoso, roccaforte cuperloniana, almeno così considerata fino ad allora; su 889 votanti 563 vanno al sindaco di Firenze e Cuperlo non riesce ad arrivare neanche secondo, battuto da Civati che porta a casa 173 voti, fermandosi a 153 preferenze, soltanto il 17,2% dei voti.
Eppure Montignoso e la maggioranza del Pd, espressa prima di tutto dal sindaco Narciso Buffoni, si erano molto spesi per il candidato "della dirigenza".
«Non mi aspettavo che vincesse a livello nazionale- commenta Buffoni- ma qui a Montignoso si». E questo perchè così diceva il voto espresso solo un mese fa al congresso comunale. Invece, con le primarie aperte ai non iscritti, è cambiato il vento anche sotto l'Aghinolfi e così il sindaco Buffoni è stato costretto a fare qualche riflessione: «Preso dal primo momento di rabbia - dichiara- ho pensato di dimettermi e penso ancora che dovrei farlo, assieme a tutti gli altri amministratori espressione di Cuperlo; naturalmente oggi credo che sarei il solo, ma non è detto che non lo faccia. Di sicuro so che se il Pd è quello che vuole Renzi, non mi rappresenta più. Se il partito diventerà quello che credo io non voglio farne più parte. Ho un'altra idea di partito che non è quella di Renzi, era quella di Cuperlo. Adesso aspettiamo i primi atti di questa nuova segreteria, ma ho già sentito cose che non potrò mai accettare. Sono pronto ad uscire dal Pd e anche a dimettermi, poi il resto si vedrà».
Tra i suoi fedeli e fedelissimi stamattina, dopo la scoperta delle ultime intenzioni del sindaco, circolava molta preoccupazione: nessuno se l'aspettava, tantomeno la sua maggioranza, anche perché una delle regole principe delle primarie del Pd dovrebbe essere proprio quella della fedeltà a chiunque esca vincitore dalla competizione, anche se non fosse il proprio candidato. Si aspettano le reazioni del Pd di Montignoso e anche le dichiarazioni delle varie anime del partito, o correnti interne, come quella rappresentata dall'ex sindaco Federico Binaglia ad esempio, che potrebbe rivelare sorprese.
Da oggi, infatti, cambiano gli equilibri interni, che Buffoni lo voglia oppure no. Amnche se c’è chi getta acqua sul fuoco: un conto è la segreteria nazionale, un conto solo le vicende amministrative del paese. Del resto Buffoni è stato eletto con le primarie e scelto dai poi dai cittadini, tesserati e non. Come Renzi. A metà tra lo sconfortato e il sicuro di sé il primo cittadino di Montignoso non si lascia andare ad altre dichiarazioni, ma mentre a caldo, sembrava pronto a rinunciare alla poltrona di sindaco, a bocce ferme Buffoni sembra accarezzare più che altro l'ipotesi di uscire dal Pd, un partito che, per usare parole sue, non lo rappresenta più, per diventare invece un battitore libero, privo di legami , legacci e doveri. « E' possibile di tutto e di più- conclude- staremo a vedere. Certo costringere i miei cittadini a tornare al voto mi dispiacerebbe. La città non se lo merita, qui c'è bisogno di amministrare e anche con velocità». (Mda)
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