Il Tirreno

Appello di un alluvionato

Il caso Confalonieri approda in consiglio comunale

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CARRARA. Il caso di Massimiliano Confalonioeri, alluvionato di Bonascola che attende da tempo interventi per sentirsi in sicurezza nella propria abitazione, è approdato in consiglio comunale ieri sera.

Confalonieri ha recentemente raccontato al Tirreno la propria odissea: nell’alluvione del novembre scorso ha rischiato di morire nello scantinato invaso dall’acqua. Aveva l’acqua al soffitto, si è immerco nuotando fino agli scalini che lo hanno portato alla salvezza al piano di sopra.

Ieri in consiglio comunale ha potuto avere la parola dal presidente Luca Ragoni, in virtù delle firme che erano state raccolte fra i consiglieri affinché potesse parlare.

Ha raccontato di avere più volte chiesto al Comune verifiche della zona, e che si è alla fine rivolto alla Prefettura, facendo anche un esposto contro ignoti alla Procura.

Ha informato il consiglio comunale che lo scorso febbraio fu scoperta una conduttura tombata, che dalla collina ingloba l’acqua. «Non conosco a oggi la situazione di tale condotta, non so se le acque meteoriche della zona sono regimentate».

Ha parlato di ordinanze, una risalente al 1999 per la demolizione di 70 metri di cemento «a confine con la mia proprietà». E di un’altra ordinanza dell’agosto 2013 per l’eliminazione di situazioni di pericolo. «Nulla è stato fatto».

Il caso Confalonieri è stato ascoltato in silenzio. Il consiglio comunale ha preso atto dell’intervento del cittadino.

Non ci sono stati commenti in aula.(c.car.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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