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«Non smantellate l’eccellenza»: nasce un comitato pro Opa

«Non smantellate l’eccellenza»: nasce un comitato pro Opa

MASSA. “Perchè smantellare l’Opa? Perché far retrocedere il punto nascita dai livelli qualitativi e quantitativi sinora conseguiti, depotenziando la cardiochirurgia infantile e mettendo in...

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MASSA. “Perchè smantellare l’Opa? Perché far retrocedere il punto nascita dai livelli qualitativi e quantitativi sinora conseguiti, depotenziando la cardiochirurgia infantile e mettendo in discussione il progetto avviato nel 1997 che sino ad oggi ha portato l’eccellenza in questa realtà? Se lo chiedono in tanti di fronte alla prospettiva del trasferimento del Materno infantile nel nuovo ospedale unico. Se lo chiede anche un gruppo di cittadini che ha deciso di costituire un “comitato per l’Opa”. L’appuntamento per mettere a punto una strategia comune è per sabato prossimo (il 14) alle 15.30 a Marina di Massa presso l’hotel Excelsior, per un incontro «a cui chiediamo a tutti di partecipare e lo chiediamo in particolare a tutte le organizzazioni politiche e sindacali, alle associazioni di categoria, ai sindaci dell'area apuo-versiliese e della Lunigiana, ai consiglieri regionali ed ai parlamentari», dice il dottor Paolo Susini, coordinatore del costituendo comitato.

La Fondazione Monasterio, spiegano gli animatori del comitato, è dotata di una cardiologia e cardiochirurgia pediatrica e neonatale, di una unità di terapia intensiva pediatrica-neonatale ad altissimo profilo e di una dotazione tecnologica tra le più avanzate, che la continuità fisica rendono immediatamente disponibile per qualunque evenienza al punto nascita. Questo fa sì che da tutta la Toscana e da molte altre regioni, le gestanti a cui è diagnosticata una cardiopatia del feto vengano a partorire a Montepepe, dove mamma e neonato possono ricevere già durante il parto, alla nascita e immediatamente dopo, la necessaria assistenza da una équipe di cardiochirurghi, cardiologi, anestesisti e neonatologi tra le più qualificate d'Italia. Ma questo è anche uno straordinario fattore di sicurezza per tutti i parti, in quanto gli ostetrici possono immediatamente per ogni evenienza critica accedere alle competenze e tecnologie integrative dell'Opa. Ebbene, il trasferimento del punto nascita all'ospedale unico di Viale Mattei (Noa) farebbe cessare, secondo il comitato, la collaborazione ottimale attuale. Insomma, «un trasferimento assurdo che indebolisce radicalmente l'Opa minandone una delle punte di diamante nel panorama nazionale: la diagnosi ed il percorso del feto cardiopatico fino al parto».

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