Il Tirreno

IDEA A ORTONOVO

Oltre 70 i volontari del piano Zona di controllo del vicinato

Oltre 70 i volontari del piano Zona di controllo del vicinato

ORTONOVO. Una riunione molto numerosa quella che si è tenuta venerdì sera in Comune (foto a lato), per lanciare la proposta della “Zona di controllo del vicinato”. I promotori del progetto, con in...

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ORTONOVO. Una riunione molto numerosa quella che si è tenuta venerdì sera in Comune (foto a lato), per lanciare la proposta della “Zona di controllo del vicinato”. I promotori del progetto, con in testa Andrea Cabano, hanno fatto propria una pratica legata alla sicurezza che è una sorta di mix tra il buon vicinato e l’antifurto che arriva dalla Lombardia, su idea presa in prestito dai paesi anglosassoni. Oltre una settantina le persone che hanno partecipato all’incontro, molte delle quali, più di 40, hanno già aderito al progetto che, a detta dei promotori, prenderà il via la prossima settimana «giusto il tempo di organizzare i coordinatori e poi siamo pronti – spiega Andrea Cabano».

Un’affluenza che ha colto quasi di sorpresa gli organizzatori. «In effetti ci aspettavamo un po’ di pubblico ma non una platea così numerosa. Il tema della sicurezza è noto essere un tema sensibile ma che la nostra proposta, davvero semplice, prendesse così campo non ce l’aspettavamo. Purtroppo nelle vie dove partirà il servizio di vicinato negli ultimi anni i furti e i tentativi di furto si sono susseguiti in continuazione e la paura ha preso il sopravvento. I nostri concittadini hanno sempre più bisogno di potersi fidare del prossimo».

La prima fase la zona di controllo del vicinato riguarderà l’area sottoferrovia e precisamente l’area compresa nelle vie Sottoferrovia, Marinella e Fossamaroncia; poi potrebbe anche allargarsi. In pratica si tratta di un controllo molto assiduo sviluppato tra vicini di casa per cui, nell’incontro, sono state spiegate le semplici misure di accortezza e attenzione che si devono mettere in pratica. Misure semplici, nessun impegno particolare. Se si notano persone non conosciute nella zona e che percorrono la via insistentemente o mostrando eccessiva curiosità, ci si avvicina e si chiede se ha bisogno d’aiuto, altre attenzioni da porre in essere saranno anche quella di annotare i numeri di targa di auto “sospette”, oppure guardare fuori dalla finestra e fare attenzione nei paraggi quando suona un allarme ed infine anche instaurare un legame più stretto e collaborativo con le forze dell'ordine locali.

«Tutto ciò serve per far capire che in quella zona nulla passa inosservato, che è presidiata dagli occhi e dalle attenzioni di chi ci abita – aggiunge Cabano – Tra l’altro è un modo di organizzarsi per la sicurezza che non ha costi, basta solo organizzarsi un poco, sentirsi anche più coinvolti come comunità, come vicinato. Magari molte delle cose che abbiamo detto in riunione rientrano già in quello che facciamo abitualmente. Dobbiamo solo renderle più chiare ed efficaci tra noi. Ora chiederemo al comune di apporre dei cartelli all'inizio e alla fine delle vie interessate e nei due sensi di marcia, per far sapere ai malintenzionati che il servizio di “Controllo del Vicinato” è attivo nelle nostre vie e che persone o situazioni sospette non passeranno inosservate. Oltre a mettere i cartelli segnaletici ora occorre trovare i referenti per ogni 10-15 abitazioni che avranno il compito di ricevere le segnalazioni, filtrarle e comunicarle alle forze dell’ordine». (f.r.)

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di Redazione web