Sicurezza
Incompatibilità, Boggi: se serve, lascio la Cassa
Il consigliere comunale del Pd sta studiando la procedura insieme al suo legale: «Sicuramente resto in consiglio, semmai mi dimetto dal cda della banca»
CARRARA. Il consigliere del Pd Lucio Boggi ha ricevuto la notifica della delibera con cui le assise carraresi hanno aperto a suo carico la procedura di decadenza: «Contesterò il parere di incompatibilità e comunque non lascerò il consiglio», assicura Boggi. Sono scattati da mercoledì i dieci giorni che, da regolamento, il consigliere del Pd Lucio Boggi potrà usare per preparare le sue “controdeduzioni” ed eventualmente contestare il procedimento di decadenza aperto dal consiglio in occasione della seduta della scorsa settimana. A innescare il meccanismo, lo ricordiamo, sono stati il gruppo consiliare del Movimento5Stelle e Marco Musoni, primo dei non eletti del Pd, che avevano ipotizzato – i grillini a maggio e il renziano a luglio - l’incompatibilità tra l’incarico di Boggi in consiglio comunale e quello nel cda della Cassa di Risparmio di Carrara. Dopo una lunga riflessione, a inizio ottobre, anche il segretario generale del Comune, Pietro Leoncini aveva confermato questa ipotesi, approdata in consiglio comunale e sfociata nell’apertura della procedura di decadenza da parte dell’assise. «Con l’aiuto del mio legale sto verificando i punti deboli della procedura», afferma il consigliere del Pd, confermando di non avere nessuna intenzione di lasciare il suo posto all’interno del consiglio. In particolare, Boggi sta studiando la mozione dei 5 Stelle e la delibera uscita dal consiglio comunale, per verificare eventuali «punti deboli»: secondo l’esponente del Pd, infatti, la contestazione di Marco Musoni sarebbe meno solida e quindi più “smontabile” anche dal punto di vista formale. «Resto convinto che stiamo parlando del sesso degli angeli – spiega Boggi – cercherò di difendere la mia posizione ma anche se non troverò appigli, non rinuncerò al mio incarico in consiglio». La strategia del consigliere del Pd a questo punto è chiara: provare a “contestare” l’accusa di incompatibilità attraverso le controdeduzioni, mantenendo di fatto il doppio incarico, e se questo tentativo dovesse fallire, salvare comunque il seggio in consiglio. Molto dipenderà dal consiglio comunale e dalla volontà della maggioranza di salvare l’esponente del Pd e di far valere i suoi voti per evitare, non solo la decadenza di Boggi ma anche e soprattutto l’ingresso di Marco Musoni, avversato da una parte del suo partito. Se l’incompatibilità dovesse essere confermata, allora, per mantenere il suo seggio, Boggi avrà un’unica carta da giocarsi, ovvero presentare le dimissioni dal consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio.
Cinzia Chiappini
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