La manifestazione
Comune pronto a riprendersi la piscina
Palazzo civico dà l’aut aut e chiede di fare i lavori. La società: nessuna diffida, da un anno abbiamo presentato una variante
L’amministrazione gli occhi sulla piscina li ha puntati più volte: tariffe, turni, accessi alle corsie. Adesso, però, focalizza l’attenzione sui contenuti del capitolato e sul rispetto, da parte della società di gestione, di quanto in quel capitolato è stato messo nero su bianco. Con il rischio - ad ipotizzarlo è lo stesso sindaco Volpi - della rescissione del contratto. Nocciolo della questione i lavori previsti dal capitolato: Palazzo civico sta valutando se quanto stabilito sia stato correttamente realizzato, la società, invece - perché la medaglia ha sempre due facce - non solo assicura di non aver ricevuto diffida formale, ma spiega che parte dei lavori, per circa 300mila euro, li ha eseguiti eccome. Per gli altri, quelli ancora da fare, ha invece presentato - chiarisce - un’istanza di variante. Con una richiesta: destiniamo le risorse - circa 800mila euro complessivi - al miglior funzionamento della struttura. Un esempio? Impianto di aerazione piuttosto che bagnoturco (previsto nella convenzione). Ma su quella variante - assicura Riccardo Lenzetti, avvocato della Butterfly - ad un anno da quando è stata depositata, nessuno si è pronunciato.
Il capitolo piscina è aperto: l’amministrazione - parola del primo cittadino Alessandro Volpi - vuole vederci chiaro. Gli uffici si mettono in azione per verificare il rispetto del capitolato «sia per quanto riguarda i lavori da svolgere, sia per quanto concerne l’accesso all’impianto». Aspetti tecnici, tanto che Palazzo civico decide di «coinvolgere gli uffici legali. Alla società è stato chiesto di presentare una documentazione, in parte - aggiunge Volpi - quella documentazione è stata consegnata, ma gli uffici hanno deciso di imporre un termine entro il quale Butterfly dovrà far fronte ad una serie di adempimenti». Sui tempi il sindaco non fornisce indicazioni, ma assicura che sono strettissimi e ammette che se gli adempimenti non ci saranno, si profilerà «il rischio rescissione».
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