Il Tirreno

Baccioli: ora basta guerra per le cave

di Alessandra Vivoli
Baccioli: ora basta guerra per le cave

Il presidente di Assindustria alla presentazione del volume dedicato a Danese Cattaneo: «Il marmo è un vanto per tutti»

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CARRARA. La scultura di Danese Cattaneo, da Colonnata, diventa il filo rosso fra passato e presente. E mette la “cultura e il sapere del bianco” al centro di una riflessione che riguarda la formazione ma anche il settore economico e produttivo del lapideo. Sono stati questi gli spunti di riflessione della partecipata presentazione, nell’aula magna dell’Accademia di Belle Arti, del volume e del dvd dedicato allo scultore nato a Colonnata nel 1512 e morto a Padova nel 1572 Danese Cattaneo, realizzato dal professor Giuseppe Silvestri dell’Associazione culturale Percorsi d'arte.

E proprio il professor Silvestri, nella sua introduzione, ha posto l’accento sull’importanza del polo artistico apuano. A cominciare dall’Accademia di Belle Arti: «Il luogo che oggi ci ospita è l’istituzione più importante del distretto apuo versiliese - ha sottolineato - è da qui che bisogna partire per qualsiasi attività artistica». Parlando nel volume dedicato a Catteno ha aggiunto: «Il libro è il risultato di due anni di lavoro nostro, ma raccoglie anni di studio, viaggi e approfondimenti».

A contestualizzare il lavoro del grande scultore colonnatese con la contemporaneità ci ha pensato il presidente di Assindustria, Giuseppe Baccioli.

«In questa importante occasione - ha esordito - si sta facendo della cultura “alta” legata al mondo del marmo. Un mondo del marmo che, è bene ricordarlo, non si riduce al banale conflitto, legato all’attività estrattiva, fra Comune e industriali. Carrara e il suo marmo sono molto di più, sono un brand riconosciuto, e di cui ci possiamo vantare, a livello mondiale. Iniziative come questa dedicata a Danese Cattaneo sono fondamentale per difendere la cultura del marmo, proprio quel mondo legato al lapideo e che troppo spesso viene trascurato e dimenticato». Il presidente di CarraraFiere Fabio Felici ha spostato l’attenzione, sempre partendo dal grande lavoro su Danese Cattaneo, sulla formazione legata al settore del marmo. «Non bisogna dimenticare i problemi che stanno vivendo sia l’Accademia che la scuola del marmo: eppure è proprio dalla scuola che bisogna cominciare per diffondere la cultura del lapideo».

Sulla stessa linea l’assessore alla Cultura Giovanna Bernardini che ha ricordato la “battaglia” istituzionale a favore della scuola del marmo.

Il presidente di Confapi, Massimo Maggiani, ha invece messo in evidenza l’importanza “sociale ed economica” del marmo: «Senza marmo non c’è futuro, attorno al settore ci sono posti di lavoro, e una buona parte del nostro tessuto produttivo ». E infine l’imprenditore Giuliano D’Angiolo, di Cosmave, ha ricordato: «Mi ha educato alla storia dell’arte una professoressa colonnatese, Simonetta Lazzareschi, ora sono qui a scoprire un altro grande artista, sempre di Colonnata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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