Attenzione
Musetti offende Mandela, Facebook si divide
«Era crudele e violento»: ma anche i suoi frenano. Poi in piazza Alberica ha una lite con un militante di sinistra
CARRARA. Questa volta Gianni Musetti, abituato a criticare pesantemente l’amministrazione comunale, ha deciso di cambiare obiettivo e sul web se l’è presa addirittura con il premio Nobel per la pace appena deceduto, Nelson Mandela. E ha scatenato il dibattito su Facebook, raccogliendo decine di commenti, oltre a 35 “mi piace”. Ma un paio di militanti di Destra come Musetti, o comunque persone che sostengono di averne apprezzato in passato alcune iniziative, prendono le distanze. Pesante il “post” del segretario provinciale della Destra (partito che a breve confluirà in Alleanza Nazionale, di cui Musetti fa parte della costituente nazionale): «Gente chi fino a ieri pensava che Mandela fosse l'attore di "Una settimana da dio" (Morgan Freeman) o un cantante Rap stile Fedez ma più vecchio, oggi scrive frasi da voltastomaco senza neppure sapere che stanno beatificando un crudele e violento leader di un gruppo terrorista e sanguinario. Nelson Mandela, leader del gruppo terroristico Anc, famosi nel mondo per la pratica di uccidere uomini bianchi e traditori negri con il metodo delle "collane" che consisteva nel mettere dei pneumatici al collo dei malcapitati per poi incendiarli e arderli vivi». Insomma, l’esponente della Destra ha trovato il modo di far discutere contestando l’eroe nazionale del Sud Africa, colui che ha trascorso 27 anni di carcere e che ha dato un contributo determinante per l’uscita del suo Paese dall’apartheid.
Ma nella giornata di ieri Musetti ha trovato anche il tempo per litigare con Matteo Procuranti, militante di sinistra, uno dei promotori del comitato per la difesa del Politeama. Una vicenda, sia chiaro, del tutto slegata dal fatto Mandela. I due si sono incrociati in piazza Alberica. «Mi ha minacciato pesantemente - tuona Musetti, che ha ricevuto la solidarietà di Alleanza Nazionale - Procuranti ha delle ruggini con me per una vecchia storia di un piccolo teatro che ho fatto chiudere. Lo denuncio».
Matteo Procuranti ribatte: «Nessuna minaccia. Semplicemente, ho visto Musetti per la strada e l’ho offeso, gli ho detto tutto quello che pensavo di lui in quanto fascista. Tanto che quando gli ho urlato “Ce l’ho con te perché sei un fascista”, lui ha ribattuto “Ecco, che sono un fascista è l’unica cosa su cui siamo d’accordo”».
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