Il Tirreno

Menconi (Prc) ai 5 Stelle: confronto ma non illazioni

CARRARA. Massimo Menconi, presidente della commissione consiliare marmo e capogruppo di Rifondazione comunista, replica a Matteo Martinelli dei 5 Stelle sui temi del marmo. «Sono legittime ogni forma...

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CARRARA. Massimo Menconi, presidente della commissione consiliare marmo e capogruppo di Rifondazione comunista, replica a Matteo Martinelli dei 5 Stelle sui temi del marmo. «Sono legittime ogni forma di opposizione, di sollecitazione e di critica ad un sistema, a condizione che non si sfori “nell’illazione” o non si scada in dichiarazioni parziali, strumentali e non vere», scrive Menconi in riferimento «alle esternazioni del Consigliere Matteo Martinelli, che nel menzionare la contrarietà espressa in Consiglio dal sottoscritto e da tutta la maggioranza, ad una loro mozione presentata come la Panacea delle modifiche al Regolamento degli Agri marmiferi, si è limitato a raccontarne ed a liquidarne negativamente l’atto, citando unicamente l’esito e la nostra espressione di voto in quella seduta. Ricordo invece a Martinelli ed al suo gruppo, che abbiamo respinto la loro mozione dichiarandola, debole, carente e mal articolata - prosegue Menconi - rispetto alla formulazione di una proposta politica complessiva, e che contemporaneamente ne abbiamo presentato e votato una alternativa più organica e meglio contestualizzata, che riprende perfettamente quanto già previsto nelle nostre linee programmatiche e che dovrà prevedere nel nuovo dispositivo, secondo gli indirizzi politici espressi, una semplificazione ed una più forte sostenibilità giuridica del quadro normativo rispetto al complesso e delicato sistema di gestione delle cave. Quindi non un banale segnale di apertura il mio, ma semmai l’oggettiva constatazione che rispetto alla costruzione ed alla stesura di una nuova regolamentazione degli Agri Marmiferi, c’è comunque una condivisione d’intenti sulle modifiche da apportare, e su questa condivisione, l’esortazione a ricercare una maggior coesione, a costruire un’azione comune più seria e più credibile a coinvolgere la città». «Quindi l’impegno, il confronto, il dibattito, la ricerca della condivisione più ampia prevalgano sulla politica dell’individualismo e del protagonismo personale, sulle dichiarazioni più velleitarie e schizofreniche, perché oggi, più che mai, la vera “Mission” di chi amministra o più in generale di chi ama far politica non è quella di destrutturare le istituzioni ma semmai di restituirgli dignità, credibilità e rispetto», conclude.

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