Sicurezza
Il premio della città agli insegnanti in pensione
Bella cerimonia, con alcuni momenti di commozione, a palazzo civico La dirigente Cocchi in memoria del professor Martignoni: «Ci ha lasciato molto»
CARRARA. «Dare merito a chi ha formato tante generazioni di Carrara»: questa la sintesi del riconoscimento attribuito agli insegnanti andati in pensione dal Comune di Carrara. Alla sua quarta edizione, la cerimonia, officiata da Luca Ragoni, presidente del Consiglio Comunale, e Lanmarco Laquidara, vicepresidente, non ha mancato di far esprimere le passioni di una generazione che si allontana dalla scuola, guardando ad essa con il massimo rispetto, e le difficoltà del presente, fra ristrettezze finanziarie e liste interminabili di precari.
Momenti di commozione da parte di chi ha dovuto lasciare il proprio lavoro per raggiunti limiti d’età. E commossa Nicoletta Gentili, che ha ricordato il marito, Marco Martignoni, scomparso a 58 anni lo scorso marzo, insegnante di educazione fisica alla scuola media “Taliercio”. A lei una targa speciale dedicata dalla dirigente scolastica, Mirella Cocchi, e dal Comune. «Vi ringrazio - ha detto commossa la vedova - per la tanta stima ed affetto nei confronti di Marco». «Ancora oggi - ha detto la dirigente - i suoi studenti, di tutte le generazioni, scrivono sulla sua pagina Facebook, salutandolo e facendogli gli auguri: una riprova di quanto ha lasciato a noi ed ai suoi ragazzi».
«Ancora oggi rivedo i miei studenti - ha sottolineato Maurizio Sacchelli, insegnante di italiano, storia e geografia - e dopo tanto tempo, vederli uomini e donne già formati, mi fa pensare che non ho sprecato la mia vita». Un impegno professionale che va oltre la “pagnotta” per diventare una sorta di missione. Così Angela Maria Giumetti, professoressa di storia: «Si avverte la difficoltà a stare al passo con le generazioni di oggi, per cui: largo ai giovani, perchè possiamo fare del bene ai nuovi alunni anche lasciando spazio a chi parla con loro un linguaggio più adatto e moderno». In tutti comune la vocazione, nata anche contro interessi economici o contro le volontà familiari. «Mio padre non voleva che facessi l’insegnante - ha spiegato Paola Micheloni, maestra - ma ho portato sempre con me il ricordo della mia prima maestra a Restinco – frazione di Brindisi -, il cui esempio è stato una guida per l’educazione, con la E maiuscola». Un ruolo delicato, quello dell’insegnante, che ha un’importanza fondamentale per Luca Ragoni: «Formare il capitale umano, la nostra risorsa più importante, sapendo che non c’è soddisfazione più grande del vedere l’inserimento giusto e morale dei propri studenti nella società».
Luca Menconi
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