La manifestazione
«Bonifica, troppo peso ai sindaci»
I grillini: «Hanno votato centinaia di schede per conto delle case popolari»
MASSA CARRARA. Dai sindaci che hanno votato o potevano votare centinaia di schede al problema diffuso della scarsa informazione. Le elezioni di sabato scorso per la nomina di 15 dei 26 componenti l’assemblea del nuovo consorzio di bonifica della Toscana Nord (la manutenzione di tutti i fossi e canali delle porvince di Massa Carrara e Lucca, della Versilia e di parte del pisano) continuano a suscitare polemiche.
I grillini e Fratelli d’Italia tra i più scatenati. I 5 Stelle hanno provato a cimentarsi nella competizione elettorale in una delle tre sezioni ma pur ottenendo più di 800 voti non hanno potuto avere nemmeno un rappresentante.
«Ha votato meno del 5% degli aventi diritto a testimonianza che pochissimi sono venuti a conoscenza delle elezioni e non ha quindi potuto esercitare il proprio diritto -dice il capogruppo massese Riccardo Ricciardi - Abbiamo rilevato numerosissime persone che non hanno ricevuto la lettera di avviso e che non sono venute a conoscenza della cosa. Le regole prevedono una divisione dei seggi per caste secondo il valore di tassa pagato, come se alle elezioni politiche si votasse per censo, questo di per sé inficia la partecipazione dando un maggior peso ad alcuni a scapito di altri, anche se fossi e canali sono patrimonio collettivo. Inoltre alcuni sindaci hanno votato in nome e per conto delle case popolari e di proprietà del Comune di Massa , visto che è il comune che paga la bonifica, e hanno votato personalmente centinaia di schede. A Massa il sindaco Volpi ed il vicesindaco Berti hanno votato centinaia di schede, ma il sig Sindaco ha chiesto ai cittadini cosa ne pensavano? Ha chiesto al consiglio comunale cosa ne pensava? Non sarebbe stato meglio astenersi dal voto rispettando le diversità di opinione della città e dei cittadini residenti in tali alloggi? Vista la bassa affluenza in pratica i consiglieri li hanno decisi i sindaci. Per il Sindaco che sbandierava partecipazione in campagna elettorale un bel fiore all'occhiello!» dice Ricciardi. Che parla di Massa ma il discorso è ovviamente generale. Tanto più che nell’assemblea composta da 26 membri, 15 sono appunto elettivi ma sette sono anche sindaci. Ma Alessandro Volpi smorza: «Io ho votato una trentina di schede non centinaia. Che le regole di voto siano singolari sono d’accordo ma si tratta anche di enti dove i Comuni possono farsi sentire. La polemica mi sembra sopra le righe».
Critici, anche prima delle elezioni, i consiglieri regionali di Fratelli d'Italia Marina Staccioli, Giovanni Donzelli e Paolo Marcheschi.
«Mentre a molti aventi diritto continuano ad arrivare le lettere informative, le elezioni dei consorzi di bonifica si sono svolte e hanno già proclamato i nuovi rappresentanti, e a testimoniare la mancanza di corretta informazione che avevamo denunciato c'è il dato sull'affluenza che non supera il 3%, quindi circa 40mila elettori su quasi un milione e mezzo».
«Nonostante alcuni stravolgimenti strumentali della nostra posizione - attaccano i tre consiglieri - la contestazione che abbiamo mosso in merito alla legittimità delle elezioni era riferita ad un'informazione non funzionale a garantire una partecipazione attiva degli elettori sia come partecipanti che come candidati, aspetto invece espressamente previsto dalla legge regionale - spiegano i consiglieri - e alla fine il risultato è stato quello previsto: soliti nomi tra i candidati e pochissimi elettori andati alle urne».
E insistono nel ragionamento: »La democrazia tanto proclamata da chi governa questa regione e il rispetto delle leggi con questa elezione dei consorzi di bonifica sono venute a mancare - proseguono - tant'è che lo stesso assessore Bramerini ha dovuto ammetterlo tra le righe, in un'intervista; risulta però molto goffo il tentativo di scaricare sulle Poste Italiane la colpa dei ritardi di consegna delle lettere informative, visto che la stessa lettera del Governatore Rossi è datata 14 Ottobre, quindi entro il termine di 60 giorni previsto dalla normativa».
Laconico il commento finale sulla situazione che si è creata. «L'impressione è che alle urne si siano recati per lo più amici dei candidati o comunque voti, diciamo, sicuri - attaccano Staccioli, Donzelli e Marcheschi - e che si sia fatto di tutto per mantenere i nuovi consorzi il classico giochino riservato a pochi, con una legittimazione quasi nulla, ed oggi, come se non bastasse, sentiamo anche proclami per la buona partecipazione alle elezioni. Probabilmente per loro, visti gli esiti, lo è».
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