Attenzione
Agrimi (Sel): non saremo subalterni al Pd
MASSA. È piccolo, ma come la storia della sinistra insegna, sa fare benissimo una cosa: dividersi. Il partito di Sinistra ecologia e libertà si è spaccato in due nel congresso provinciale dei giorni...
MASSA. È piccolo, ma come la storia della sinistra insegna, sa fare benissimo una cosa: dividersi. Il partito di Sinistra ecologia e libertà si è spaccato in due nel congresso provinciale dei giorni scorsi. Da una parte un gruppo (maggioritario) che propende per una dialogo più stretto con il Pd; dall’altra chi spinge su autonomia e “diversità”.
Jacopo Agrimi, candidato segretario per la lista (sostenuta tra gli altri da Carlo Paolini e e Loreno Vivoli) che spinge per maggiore autonomia interviene con un lungo intervento in cui, tra l’altro, invita Davide Ronchieri, candidato dell’altro gruppo (sostenuto anche da Martina Nardi) a ritirarsi («mi ha confessato di non conoscere neanche i segretari di circolo»). Ma, soprattutto, Agrimi rimarca la neccesità di una scelta “non subalterna” al Pd: «Sono rabbrividito nel sentire il compagno Simone Ortori sostenere che avremmo dovuto aspettare il congresso del Pd per celebrare il nostro, che il Pd a Massa è l'unica forza che ancora riesce a parlare alla gente. Il Pd a Massa? Solo un alieno non si accorgerebbe che il Pd è una forza logorata da contraddizioni interne, ossimori ideologici e interessi privati. Il Pd non parla alla gente di Massa, non a quella gente che ha perso il lavoro e non crede più alle bugie di Enrico Rossi sulla Eaton. Si parli sì ma con la Fiom, la Cgil, con Libera, Arci, con i comitati per i beni comuni, con gli studenti della Casa rossa. Il nostro posto è nel centrosinistra, ma nel centrosinistra noi dobbiamo starci autonomi e con la schiena dritta».
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