Il Tirreno

Una coccarda per resistere alla crisi

di Alessandra Vivoli
Una coccarda per resistere alla crisi

Carrara: il Biscottificio Dogliani lancia la sfida alla difficile situazione economica. E il film sulla fabbrica è premiato a New York

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CARRARA. Ha preso del tulle rosso, bianco e verde. Ha creato una grossa coccarda e l’ha attaccata al cancello della sua fabbrica. Sopra c’è un cartoncino, vergato in rosso scuro, che recita: «Il Biscottificio Dogliani è lieto di annunciare la propria Resistenza». La storia di un Natale diverso dove accanto alla vendita di panettoni, pandori e pacchi dono si riflette sulla situazione di crisi che sta vivendo la provincia e, più in generale, tutto il paese.

La “resistenza” del Biscottificio Dogliani. Margherita Dogliani, che con i fratelli Franco e Bernardo gestisce il pastificio di viale Zaccagna (un’azienda modello che dà lavoro a 16 dipendenti) ha poi postato la sua coccarda su Facebook con queste parole: «I simboli parlano: resistere significa mandare indietro, è un'azione, un pensiero positivo. Resistere alla crisi per contribuire alla costruzione di un economia giusta e una società democratica. Vi invito a condividere l'iniziativa, come simbolo di reistenza».

La Camera di commercio di Latina ha aderito in blocco a questa iniziativa. Una imprenditrice di Monza ieri ha annunciato di aver affisso il fiocco alle porte della sua azienda. Per Margherita Dogliani l’inizio di una riflessione che non risparmia una critica dura alla politica di cui lei stessa fa parte, come iscritta al partito democratico (negli anni passati è stata candidata al Senato). Tutto parte da un’idea di Reistenza legata a doppio filo al territorio carrarese. «Le donne del 7 luglio partirono dal mercato per opporre resistenza ai tedeschi - spiega Margherita - Qui, da questa fabbrica comincia un’altra resistenza, che vuole mandare indietro la crisi. E le imprese in questo sono sole: siamo stanchi di sentirci fare le analisi della crisi senza alcuna proposta. In questo vuoto di politica e di idee la nostra azione sarà quella di resistere».

IL POST SU FACEBOOK

 

Dalla fabbrica che pensa un docu-film pluri premiato. Un documentario vincitore al Workers Unite Film Festival di New York, premio speciale della giuria alla Festa del documentario di Cortona, ora selezionato al Festival del cinema dei diritti umani di Napoli che racconta la crisi del lavoro ma anche il coraggio, la resistenza e la speranza di chi immagina un futuro diverso e riesce davvero a costruirlo. Una delle protagoniste è Rosa Giancola, operaia della Tacconi Sud, che guida le sue 28 colleghe in questa battaglia in difesa dei diritti riuscendo a portare questa piccola storia di provincia ben oltre i confini nazionali ed europei. L'altra è Margherita Dogliani, titolare de "la fabbrica che sforna dolci e produce pensiero". Due donne e due vite diverse, destinate ad incontrarsi per una straordinaria caratteristica comune: la capacità e il coraggio di ribellarsi allo status quo, provando a riscrivere il futuro.

Il titolo della pellicola è "The Women Workers' War", la guerra delle donne lavoratrici, titolo italiano "Atlantis", che ha voluto mettere in relazione un'imprenditrice di una fabbrica in piena attività, il Biscottifico Dogliani, con le lavoratrici di un'azienda tessile chiusa, la Tacconi di Latina, le cui operaie avevano occupato la fabbrica per 550 giorni.

Il documentario è stato girato un anno fa dal regista Massimo Ferrari, e ha messo in evidenza come la fabbrica carrarese sia diventata un luogo di battaglia culturale che arricchisce soprattutto le sue lavoratrici. Margherita Dogliani nel docu film è un'imprenditrice che insegue, riuscendoci, il sogno dell'umanizzazione dell'azienda. Approccio che in Italia conta pochi anche se luminosi esempi, come quello di Brunello Cucinelli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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