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Nuova spedizione in Sardegna

Nuova spedizione in Sardegna

Il comitato alluvionati pronto a portare “braccia” e nuovi aiuti

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MASSA. «Chi ha vissuto l'alluvione come noi, sa di cosa c'è bisogno, sa quanto siano indispensabili aiuti concreti e immediati ed è per questo che siamo certi di aver fatto un buon lavoro in Sardegna». A parlare è il presidente del comitato Ricortola- Partaccia- Casone Ivo Zaccagna, tornato da poco dai paesi sardi colpiti dall'alluvione, con una "squadra" formata da tanti volontari che sono pronti a ripartire per il giorno dell'Immacolata. Negli occhi hanno ancora il dolore e la sofferenza della loro gente, quella massese, che solo un anno fa ha subito danni ingenti per la furia dell'acqua del fango e che oggi ancora non si è del tutto risollevata, ma proprio con questo ricordo hanno intrapreso il viaggio per aiutare le popolazioni della Sardegna e messo in piedi un progetto, con il Provveditorato agli studi, che riguarderà tutte le scuole del territorio. Il primo viaggio è avvenuto il 25 novembre scorso: sono stati portati ad Olbia e Torpè, le due zone più colpite dall'alluvione, 31 pancali di acqua, cibo e vestiti. I volontari sono rimasti in Sardegna quattro giorni, aiutati per i collegamenti dai sindaci delle varie città e le parrocchie dove si collocavano i maggiori centri di raccolta.

«Il fango, le case distrutte dall'acqua- racconta Zaccagna- ci hanno fatto rivivere i nostri momenti di affanno e di sconforto. Quella gente eravamo noi un anno fa, Medio Campidano era come Marina di Massa. Abbiamo ascoltato le storie di persone che come noi hanno avuto paura; una anziana di 70 anni mi ha detto di aver passato 5 ore sul tetto prima di ricevere il soccorso di una barchetta che la portasse via dalla sua casa allagata».

Da Massa il sindaco Alessandro Volpi ha dato carta bianca ai volontari per procedere in Sardegna, tanto che oggi sono riconosciuti come delegati comunali e in questa veste partiranno anche il prossimo 7 dicembre per portare in Sardegna nuovi aiuti: «Sono in contatto con alcune istituzioni e cittadini- continua Zaccagna- che ci hanno fatto sapere che tipo di aiuti servivano. Stiamo terminando la raccolta di materiale di pulizia, varichina, sapone, disinfettanti, e poi materiale elettrico, lampadine, materassi, deumidificatori e stufe. Non abbiamo tutto. Alcune richieste per noi sono troppo costose».

Infine questa mattina all'Istituto Palma si è aperta la prima delle conferenze del comitato degli alluvionati rivolte ai ragazzi: due ore con le classi prime e seconde e poi con le terze le quarte e le quinte, per raccontare concretamente l'alluvione dello scorso anno a Massa e sensibilizzare le giovani generazioni ai problemi idrogeologici del territorio, fargli capire che l'emergenza non è finita, che potrebbe ripetersi e che ci sarà sempre bisogno di aiuto. Dopo il Palma sarà la volta dell'Itis, dell'Ipsia e poi di tutte le scuole di ogni ordine e grado del territorio, con il supporto dei dirigenti scolastici e del provveditorato agli studi. (mda)

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