Il Tirreno

«La produzione non sia messa davanti alla sicurezza»

«La produzione non sia messa davanti alla sicurezza»

I sindacati chiedono vincoli più forti nel regolamento degli agri e ora lanciano anche l’allarme gelo: appello alle aziende

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CARRARA. I sindacati del marmo lanciano l’allarme gelo alle cave, affinché sia tutelata la sicurezza dei lavoratori. Ma non solo: chiedono al Comune una norma più stringente all’interno del nuovo regolamento degli agri marmiferi (che deve essere definito) che preveda la revoca delle concessioni a chi non rispetterà le leggi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel mirino il settore dell’escavazione.

Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil vanno all’attacco: «Noi abbiamo a che fare con i problemi di tutti i giorni ed è per questo che esprimiamo preoccupazione sulla questione della sicurezza in cava, con l'arrivo del ghiaccio e della neve. Come è noto il ghiaccio, la neve e la pioggia mettono a rischio l'incolumità dei lavoratori che si trovano ad operare nelle cave, tant'è che nell'inverno scorso gli uffici della prevenzione infortuni della Asl di Massa Carrara sono intervenuti spesso durante questi eventi per verificare che si operasse in sicurezza».

«Dalle ispezioni – affermano i tre sindacati di categoria – hanno riscontrato irregolarità, soprattutto per la presenza di ghiaccio che rende il lavoro ancora più pericoloso, e sono stati fatti verbali e sanzionate le irregolarità».

Da qui un messaggio diretto agli industriali delle cave: «Dobbiamo sensibilizzare i titolari delle aziende su questa questione, anche perché sappiamo che molti lavorano nel rispetto della sicurezza, altri un po' meno. E allora dobbiamo continuamente porre l'attenzione sulla sicurezza che non può essere messa davanti alla produzione e ricordare che il ghiaccio, la neve e la pioggia rendono più difficile la lavorazione, si può scivolare e creare situazioni di pericolo».

I segretari di Fillea, Filca e Feneal evidentemente intendono far sapere agli imprenditori, che i sindacati non abbassano la guardia sul fronte della sicurezza e che l’attenzione è moltiplicata in questo periodo di freddo, che sui monti corrisponde a situazioni climatiche rigide con temperature anche sotto lo zero. Per cui l’attività di escavazione del marmo può diventare ancora più a rischio.

«Il nostro compito sarà quello di segnalare ogni irregolarità ed evitare di far lavorare i cavatori con ghiaccio e neve e tutte le altre situazioni di pericolo di cui avremo notizia».

Invitano inoltre agli organi competenti e l’Asl «a farsi carico delle nostre richieste, cosa su cui ad oggi abbiamo sempre avuto riscontri positivi».

«Nel regolamento degli agri marmiferi più vincoli per la sicurezza». I sindacati si rivolgono poi all’amministrazione comunale ed ai soggetti che si stanno occupando di elaborare il nuovo regolamento delle cave: «Un segnale dobbiamo mandarlo anche alle amministrazioni pubbliche, perché riteniamo che visto che si sta parlando di legge regionale sulla escavazione e nuovo regolamento degli agri, sarebbe doveroso mettere in discussione la concessione ad escavare con la sicurezza e la congruità tra escavato e numero di dipendenti. Chi non rispetta le norme sulla sicurezza si deve vedere ritirata la concessione dal Comune».

L’assessore la marmo Andrea Vannucci commenta la richiesta dei sindacati in modo positivo: ««Già ora per gravi inadempienze che includono anche la sicurezza, è prevista la caducazione delle concessioni, ma se i sindacati ci chiedono di alzare ulteriormente l’attenzione sulla sicurezza, anche alla luce della legge regionale e del regolamento delle cave, siamo d’accordo. Come non esserlo? L’obiettivo deve essere quello di innalzare il livello della sicurezza sul lavoro, essere più stringenti su questo punto per fare della sicurezza anche un elemento di premialità. Porte aperte al confronto su questo argomento, un’occasione importante di valutazione anche in sede di revisione della legge regionale».

Cinzia Carpita

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