Il Tirreno

«Ecco perché ho deciso di fare le ronde»

«Ecco perché ho deciso di fare le ronde»

Un residente: di giorno lavoro e la sera esco per difendere le nostre case. A Serricciolo i vigilantes mettono in fuga un ladro

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SERRICCIOLO. Le ronde notturne per contrastare i furti nelle abitazioni, iniziate nel Fivizzanese, si stanno estendendo a macchia d’olio nel territorio della Lunigiana orientale. Infatti molti residenti nelle frazioni di Serricciolo, Pallerone e Bigliolo si sono “armati” di cellulari, palmari, book portatili e quant’altro di utile a tenere in costante comunicazione i gruppi di “vigilantes” che da alcune sere escono appena comincia a fare buio, per perlustrare fino a notte fonda il territorio che circonda i centri abitati, non disdegnando di inoltrarsi nelle campagne, ossia nelle zone poco illuminate.

Si tratta di una cinquantina di persone, tutti uomini che, divisi in gruppi di 2-3 unità, si spartiscono il controllo del comprensorio. Escono in auto e continuano a girare fin quasi all’alba, per poi fare ritorno alle rispettive abitazioni e quindi riposare pochissime ore prima di andare al lavoro.

E alla sera tutto ricomincia.

«È un impegno pesante, ma lo facciamo per la nostra sicurezza e delle nostre case - dice uno dei componenti delle ronde notturne che chiede di restare anonimo - dopo che nella zona sono avvenuti tanti furti, alcuni dei quali con la gente in casa, oppure con i ladri messi in fuga dal ritorno anticipato dei residenti. Allora ci siamo radunati per formare questa sorta di servizio, direi supplementare a quello dei carabinieri che sappiamo essere cronicamente a corto di personale per coprire un territorio tanto vasto e frammentato come il nostro. Attorno alle 17 cominciano a uscire i primi gruppi, poi avvicendati o rinforzati da coloro i quali rientrano più tardi dal lavoro. Ci si divide le zone di competenza e poi via, in auto, tutti muniti di cellulari e altri strumenti per la comunicazione immediata. Se incrociamo auto sospette o persone non della zona, con cautela controlliamo i vari movimenti e ci scambiamo informazioni. Se poi notiamo delle situazioni di reale pericolo, subito si avvisano i carabinieri, le cui auto spesso incrociamo durante i nostri giri di controllo».

Alla domanda se questi gruppi sono armati, la risposta è immediata: «Assolutamente no. È vero che in Lunigiana ci sono tante armi regolarmente denunciate, molte delle quali da caccia, ma sappiamo benissimo che sarebbe reato grave andare in giro di notte con i fucili magari carichi».

E durante queste perlustrazioni, racconta il “vigilante” può capitare di tutto: «È successo che, vedendo delle luci sul tetto di una casa di Verpiana, abbiamo avvisato i carabinieri per andare a controllare. È risultato che sul tetto c’erano dei tecnici che installavano dei pannelli solari e, non avendo finito, erano rimasti al lavoro fino a tarda sera. Tutto ok. Invece, a Serricciolo, sul tetto della villetta di un medico, c’era davvero un malitenzionato che, alla vista dei carabinieri chiamati da alcuni di noi, si è dato alla fuga. Furto sventato».

Fabrizio Palagi

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