Il Tirreno

Operaio licenziato trova un lavoro come Babbo Natale

MASSA. Babbo Natale per necessità. È un giovane disoccupato massese il Babbo Natale scelto dal Ccn, il nuovo centro commerciale naturale del centro storico, nell’ambito delle iniziative per le feste...

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MASSA. Babbo Natale per necessità. È un giovane disoccupato massese il Babbo Natale scelto dal Ccn, il nuovo centro commerciale naturale del centro storico, nell’ambito delle iniziative per le feste natalizie di questo 2013.

Trentatre anni, ex operaio della Fermet, vestito di tutto punto, abito rosso, barba lunghissima, è irriconoscibile e preferisce rimanere tale, anche perché - alla fine si convince - la sua storia merita di essere raccontata: «Come tanti, troppi cittadini massesi, sono rimasto senza lavoro. Era il 2009. Lavoravo alla Fermet, come operatore di mezzi meccanici. Ero lì da due anni, quindi, quando l’azienda è entrata in crisi e ha dovuto tagliare il personale, noi ultimi arrivati siamo rimasti a casa e io, troppo giovane per qualsiasi ammortizzatore sociale, non ho preso né cassa integrazione né mobilità». Con lui, nel 2009, rimasero senza lavoro una ventina di operai della Fermet: «Furono giorni duri e lo sono stati anche gli anni successivi. Nonostante alcune mie capacità, sono esperto di cartongesso e so fare quasi tutto, in ambito di muratura e piccole riparazioni, non ho più trovato nulla da fare, se non lavoretti saltuari. Nemmeno gli imbianchini oggi servono più».

Quando il giovane ex operaio ha saputo che il Ccn cercava una figura che potesse interpretare Babbo Natale, pensava ci sarebbe stata la fila, una concorrenza spietata, invece pare che sia stato tra i pochi a candidarsi, come racconta anche Daniela raggi, presidente dei commercianti del centro: «Abbiamo fatto fatica a trovare il nostro Babbo Natale; lo cercavamo tra i cittadini che sapevamo avrebbero potuto aver bisogno di guadagnare qualcosa, seppur poco, per un mese intero. Ma nessuno voleva “concedersi”. Alla fine abbiamo dato questa piccola possibilità ad un giovane e ci ha fatto particolarmente piacere». Per tutto il mese di dicembre il giovane disoccupato starà nella casetta di Babbo Natale, costruita appositamente dai commercianti massesi e ricavata da un fondo sfitto, donato per l’occorrenza temporaneamente al Ccn. Quando si apre la porta lui, perfettamente entrato nella parte, suona la campanella, si mette sulle ginocchia i bambini e gli dona una caramella, si fa consegnare la letterina e chiede se siano stati buoni. Così combatte la sua crisi.

Manuela D’Angelo

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