Il Tirreno

Nuovo piano per competere con l’alluvione

Nuovo piano per competere con l’alluvione

Mazzelli: va rivisto quello del 2003, abbiamo constatato che il tempo di preavviso delle piene è solo di 25 minuti

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CARRARA. Il piano di protezione civile datato 2003 verrà aggiornato, non solo perché sono trascorsi dieci anni da quella tremenda alluvione del 23 settembre, ma soprattutto perché le altre due altrettanto devastanti alluvioni del novembre 2012 hanno confermato che nel nostro territorio i tempi di preavviso sulla velocità delle piene, sono di appena 25 minuti: lo ha detto il responsabile della Protezione civile del Comune, Alessandro Mazzelli alla commissione attività produttive presieduta da Luca Barattini.

Dopo l’alluvione del 2003 il Comune si dotò di un dettagliatissimo piano, stampato in opuscoli che vennero distribuiti a tutta la popolazione, con i consigli e le direttive in caso di calamità naturali.

«Il piano funziona, come la “macchina” della protezione civile – ha spiegato Mazzelli – che si comincia a mobilitare in caso di allerta meteo di primo livello e che al secondo livello di allerta è praticamente attiva 24 ore su 24. L’importate è essere presenti. Il piano prevede l’allarme con telefonate ai cittadini, le sirene, ma questo piano lo stiamo rivisitando per renderlo più snello. Il fondamento innovativo rimane valido, però occorre un aggiornamento. Oggi abbiamo di preavviso un tempo sulle piene, di 25 minuti, che non bastano per far spostare la popolazione rapidamente. In città con fiumi più grandi e tempi di piene più lenti, ci sono possibilità maggiori di azione». Restano validi i consigli di salire ai piani superiori della case (per chi ce li ha), non restare per la strada e cercare comunque di dirigersi verso le zone più alte, tenere una pila elettrica a portata di mano, mantenere piccole scorte di acqua, aiutarsi fra vicini, e soprattutto – è stato rimarcato in commissione – avere pronto un sacchetto con le cose essenziali (come un po’ di cibo, coperte, medicine). L’aggiornamento del piano include anche un miglioramento del sito del Centro di protezone civile, per potenziare l’informazione. La bozza è quasi pronta».

Una delle idee che è stata considerata anni fa e ora riproposta in commissione, è la collocazione di pannelli elettronici, come quelli che ci sono in autostrada, nei punti strategici del territorio per informare la gente sul pericolo in atto. C’è il problema dei costi che secondo Barattini potrebbero essere ammortizzati facendo passare informazioni pubblicitarie sui pannelli nei periodi di non allerta. L’autodifesa da parte del cittadino è poi un altro elemento determinante, come la collaborazione. «La protezione civile – ha commentato Mazzelli – deve diventare una cultura penetrante nella cittadinanza. In quanti hanno ancora l’opuscolo che venne distribuito dieci anni fa?». Oggi comunque il piano è in corso di revisione (anche alla luce delle tecnologie che potrebbero aiutare di più la protezione civile) e l’opuscolo informativo verrà rinnovato con nuovi dettagli.

Il consigliere Iardella ha chiesto che venga potenziato il portale web del comune, ha proposto un applicazine della protezione civile su smartphonee e che sia coinvolta in modo più capillare la macchina del volontariato, anche attraverso periodiche esercitazioni (che in passato sono state fatte). Del Pasquale ha chiesto verifiche sulle canaline per lo scolo delle acque, che sono in installazione ai monti: impediscono alle acque piovane di invadere le strade, ma nelle canaline, secondo il 5 Stelle, l’acqua defluisce troppo velocemente verso valle.

Cinzia Carpita

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