Sicurezza
«Il castello va riaperto» L’Idv lancia un appello
Il segretario Fruzzetti: «Un Comune turistico non può rinunciare a questa perla Balneari, commercianti e albergatori dovrebbero farsi avanti per la gestione»
MONTIGNOSO. Non passa inosservato il provvedimento dell'amministrazione comunale di Montignoso, costretta a chiudere il castello Aghinolfi, sicuramente fino al 31 dicembre 2013 e poi chissà, a causa dei tagli dello Stato. Ad intervenire è la nuova IdV e il suo segretario provinciale Galeano Fruzzetti: «La decisione dell'amministrazione, pur comprendendone la motivazione contingente, non ci trova assolutamente d'accordo nel complesso. Non esiste un progetto di sviluppo turistico degno di questo nome. Se Montignoso si è dichiarato comune turistico e per questo chiede una tassa di soggiorno ai visitatori forestieri, allora che senso ha privarsi del suo gioiello più importante? C'è ancora chi dice che il turismo lo subiamo, solo perché d'estate la popolazione passa da 10.000 a 30.000 abitanti, ma per evitare questo bastava impedire la cementificazione selvaggia di Cinquale e mantenere il territorio più verde».
Secondo l'IdV, insomma, un comune turistico non dovrebbe privarsi di un castello come l'Aghinolfi, né tagliare sulla cultura, che pure porta turismo, ma cercare altre strade. Dagli uffici comunali di Villa Shiff, infatti, i dati sui tagli alla cultura per il 2013 sono impietosi: se negli anni passati la cultura si faceva con circa 100 mila euro, oggi più del 50% delle risorse sono state sottratte alle casse comunali. «E' un peccato- continua Fruzzetti- ; la rocca di Montignoso è stata recuperata con una bellissima opera di restauro alcuni anni fa ed effettivamente è diventata un simbolo per Montignoso stessa. Così ben restaurata si inserisce, di diritto, nell'elenco di rocche e castelli che, partendo da Montignoso si allungano sino a tutta la Lunigiana. Uno splendido percorso culturale che rende il nostro territorio ricco di attrattiva». L'IdV lancia però la sua proposta: «Secondo noi- conclude Fruzzetti- un'amministrazione comunale seriamente interessata allo sviluppo del turismo e così anche del lavoro, dovrebbe chiamare a raccolta gli operatori alberghieri, i commercianti e i balneari interessati allo sviluppo del loro paese e accordarsi su una gestione mista pubblico-privato del Castello. I privati, locali, potrebbero gestire il castello ed i proventi dividerli a metà con il comune. Ma per far questo si deve recuperare il rapporto di fiducia proprio con gli operatori turistici locali e questo è compito di tutta l'amministrazione, se vuole sviluppo e non arretratezza».
Manuela D'Angelo
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