Il Tirreno

Postini a rischio trasferimento

Postini a rischio trasferimento

Sono 17 gli esuberi annunciati nella nostra provincia da Poste Italiane spa

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MASSA CARRARA. Spettro trasferimenti verso la provincia di Pisa per diciassette portalettere apuani. È l’effetto di quella riorganizzazione aziendale che Poste Italiane Spa ha lanciato nel febbraio scorso chiamandola “razionalizzazione” - altro modo di dire tagli – portando a una drastica diminuzione di postini in provincia: dal 28 febbraio ad oggi, infatti, sono state tagliate 26 zone di consegna che corrispondono a 26 portalettere. Adesso a questi vanno aggiunti i 17 esuberi – 10 a Massa, 5 a Carrara e 2 in Lunigiana - annunciati dall’azienda nei giorni scorsi, per i quali l’unica soluzione possibile sembra essere quella del trasferimento. Al tavolo delle trattative con l’azienda siedono i sindacalisti della Cgil e della Cisl, che a chiare lettere chiedono che quei 17 lavoratori non vengano trasferiti. “Se per quei 26 portalettere siamo riusciti a trovare la soluzione del reintegro in altre mansioni – spiega il sindacalista Cisl, Fabio Galletti – adesso è più difficile. L’azienda sembra essere determinata e tira dritto nelle sue posizioni. Anche noi ovviamente non ci muoveremo dalle nostre. Il trasferimento cambia la vita di un lavoratore”. “La nostra provincia insieme a quella di Lucca – commenta Giuseppe Bardi della Cgil – è l’unica in Toscana ad avere eccedenze. Lucca l’ha spuntata con il pensionamento e il blocco del turn over, per noi rimane l’esubero”. Il disagio per i dipendenti che verrebbero trasferiti non sarebbe poco - Pisa dista infatti 40 chilometri da Massa e più di 70 dalla Lunigiana – ma ovviamente il disagio si ripercuoterebbe su tutta la filiera del servizio, dai dipendenti che rimangono ai cittadini che devono ricevere la posta. Quelli accennati, infatti, non sono gli unici tagli al servizio che l’azienda ha effettuato negli anni. Nonostante Poste Italiane Spa sia infatti una delle poche società che ancora riesce a fornire un bilancio in utile - al netto circa 840 milioni di euro nel 2011 - la spending review si è fatta sentire comunque sul territorio. I sindacalisti rendono noto che dal 2006 ad oggi sono state tagliate circa 60 zone, portando i portalettere da 175 a 117. Questi numeri si inseriscono poi in un quadro più ampio di tagli. Dal 2009 ad oggi, fra portalettere e sportelleria si sono persi 65 posti, e di solo sportelleria dal 2006 ad oggi circa 180. L’equazione al taglio è presto fatta. La mole di lavoro dei dipendenti aumenta insieme al disservizio verso i cittadini. La data certa da cui sarà possibile conoscere il futuro dei dipendenti è il 2 dicembre, giorno in cui i sindacalisti incontreranno nuovamente l'azienda. (M.C.)

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